Corti, film, musica e talk: a Brescia c’è “Afrobrix 2021”

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Image from askanews web site
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Roma, 7 set. (askanews) - 15 cortometraggi, 15 stand, 11 musicisti, 8 relatori, 4 film, 1 prima visione italiana, questi in numeri della seconda edizione di Afrobrix, il primo festival italiano dedicato all'afro discendenza dall'8 al 12 settembre a Brescia. L'idea di Afrobrix è quella di valorizzare attraverso le forme espressive quale il cinema, la musica e la cultura tutte le realtà afrodiscendenti e afroeuropee partendo dal contesto socio-culturale in cui queste vivono. Da un lato valorizzare la multiculturalità, intesa come pluri appartenenza culturale e identitaria, dall'altro promuovere l'inclusione e l'interazione tra le comunità di seconda generazione (o 2G) e la cittadinanza bresciana. Afrobrix vuole esprimere la bellezza e l'importanza dell'afrodiscendenza come componente sociale eterogenea, multiforme e complessa, come una forza capace di arricchire e trasformare cultura, arte e le società nel loro insieme.

Negli oltre 3000 metri quadri del Centro Comboni il programma dell'evento sarà suddiviso in cinque macro aree tutte ad ingresso gratuito. Il cinema, con i film "Lontano", "Eymofe", "Wax In The City", la prima visione italiana "Aloe Vera" e i cortometraggi di Afrobrix Short Film Festival. I talk, con "La misura del cambiamento: afroitalianità e afroeuropeismo" e "Esseri neri in Italia". La musica con West Coast Killa, Don Killa, Komsidedrilla, Prince Sharif, Blackknote, Adriana, Tommy Kuti, Anna Bassy, Chris Obehi e Lokito!.

Performance teatrali, reading dei più noti autori africani, danze e percussioni a cura del Maestro Bruno Bruxtar. Durante tutta la durata della manifestazione saranno presenti stand gastronomici con il meglio della cucina italiana e africana a cura di Afrique Unie, Otto's e Cooking with Bintu. Stand di arte, artigianato, imprenditoria locale come l'Azienda Agricola FASO che coltiva verdura africana in tutto il nord Italia, la moda afro del brand Fôréstière, libri e la mostra fotografica "Rwanda 1994 - Dove abbondò il peccato sovrabbondò la Grazia".

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