Così la Francia protegge la Renault dalla crisi dell'auto

AGI - Arriva l'ok definitivo al prestito da 5 miliardi di euro garantito dallo Stato per Renault. Il ministro francese dell'Economia Bruno Le Maire lo convaliderà oggi, chiedendo contestualmente l'apertura immediata di un confronto al fine di sviluppare un progetto industriale per il futuro, che dovrebbe garantire a lungo termine, oltre il 2023, l'occupazione e il livello di attività industriale nel sito di Maubeuge.

La condizione posta dal governo francese è quindi di un dialogo sociale "costruttivo e trasparente", per superare insieme la crisi generate dalla pandemia. Oggi si è tenuto un incontro tra il ministro Le Maire, i vertici della casa automobilistica e i sindacati: il presidente di Hauts-de-France Xavier Bertrand, ha avuto la rassicurazione che attività e occupazione nello stabilimento di Maubeuge saranno mantenute "oltre il 2023".

Mentre in Italia Fca chiede un finanziamento con garanzia statale da 6,3 miliardi, confermando gli investimenti a Melfi, la casa automobilistica francese, il 29 maggio scorso, ha annunciato un piano di risparmi di 2 miliardi di euro nei prossimi tre anni, con un taglio di quasi 15.000 posti a livello globale, poco meno del 10% della sua forza lavoro complessiva, di cui 4.600 in Francia, per far fronte al crollo della domanda di auto causato dal coronavirus.

Il presidente Jean-Dominique Senard aveva assicurato che il piano contemplava la chiusura di un solo sito in Francia, quello di Choisy-le-Roi nella Val-de-Marne. Prevista invece, dopo il 2024, l'interruzione della produzione automobilistica a Flins, nella regione parigina, ma la produzione dello stabilimento, con 2.600 dipendenti, verrà riconvertita.

Nel resto del mondo, il produttore a cinque marchi (con Alpine, Dacia, Lada e Samsung Motors) sospenderà i progetti di aumento della capacità previsti in Marocco e Romania. Allo studio, poi, l'adattamento delle capacità di produzione in Russia e la razionalizzazione della produzione di cambi in tutto il mondo. La previsione è che la capacità di produzione globale discenderà da 4 a circa 3,3 milioni di veicoli.