Così Meghan ha costruito la sua fuga con Harry

Antonella Piperno

Lasciamo stare le gambe accavallate, orrore, davanti alla regina, e pure altre veniali infrazioni all'etichetta reale come la pretesa di sedere sempre accanto al suo Harry e di prendergli la mano nelle occasioni ufficiali. Per capire che Meghan Markle sarebbe diventata in fretta la Wanda Nara della corona, portando suo marito a vivere non a Parigi come Icardi, ma tra Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna abdicando, manco fosse papa Ratzinger, al ruolo di “senior royal” (propedeutico, pare allo strappo definitivo, la rinuncia al titolo di Altezza reale) bisogna riavvolgere il nastro e tornare al giorno del matrimonio celebrato il 19 maggio 2018.

Quando l'attrice di “Suits” varcò clamorosamente in solitudine metà  della navata della cappella Saint George del castello di Windsor prima di prendere il braccio del suocero Carlo d'Inghilterra: un messaggio di autonomia femminile, di modernità, ma anche un inequivocabile “qui comando io” sfociato ora, con il comunicato via Instagram (sull'account social preteso, of course, da Meghan), nella decisione di lasciare lo status di “senior royals” e un giorno forse, quello di Altezza reale.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Talk about New Year's resolutions! The news just now that the @sussexroyal, aka Meghan and Harry are stepping back is big news! What I take away is that they are stepping up in their own lives in a way that works for them. They want to make their own way. Oftentimes, you have to step back, reflect, reassess, and reenter in a new way. Let's wish them well. Let's root for them. I'm sure they are trying to carve out their own lives, while also being of service to their larger duty. It's never easy but possible. Let's encourage instead of discourage. Let's root, not rip down. And, let's remember, none one of us knows what went into a decision like this. Let's bet on love! #abovethenoise

Un post condiviso da Maria Shriver (@mariashriver) in data: 8 Gen 2020 alle ore 12:34 PST

Che l'attrice di “Suite” sbarcata a Buckingham Palace fosse decisamente “comandina” l'aveva premesso da subito Harry, con il suo “What Meghan wants, Meghan gets”, e sono in tanti ad aver avuto a che fare con il suo caratterino, a partire dalle persone del suo staff che si sono date alla fuga, tra tate, segreterie personali, addetti alla sicurezza e alla comunicazione, alzando bandiera bianca anche per l'abitudine della duchessa di chiamare il personale a tutte le ore del giorno e della notte: Amy Pickerill, 33 anni, che si occupava di tante questioni rilevanti, dai comunicati stampa alla programmazione di viaggi e uscite pubbliche, fino alle attività quotidiane si è licenziata a un mese dalla nascita del royal baby, il piccolo Archie, anche lui alle prese con un accudimento materno un tantino eccessivo, dal battesimo avvolto nella segretezza alla dieta vegana.

Il piccolo che campeggia in primo piano nella cartolina d'auguri inviata dalla coppia dal Canada durante le feste, preludio alla fuga definitiva, non può neanche essere salutato e vezzeggiato dai vicini di casa. Le regole restrittive per il vicinato di Frogmore cottage, dove la coppia divorziando dagli ormai invisi William e Kate e fuggendo da Kensington Palace ha imposto, a spese dei contribuenti inglesi, una ristrutturazione costata 2,5 milioni di sterline, hanno alimentato quel 45 per cento di inglesi che ritiene la divisiva Meghan (il 55 per cento la ritiene positiva, utile a svecchiare l'immagine della corona) “un'arrampicatrice sociale nonché donna con pochi scrupoli e e pronta a sfruttare i media chiedendo poi il rispetto della privacy.

A Frogmore cottage l'imposizione di privacy è totale, tanto da aver inviperito i vicini, al grido di “neanche la Regina ha mai richiesto tanto”: i vicini non possono chiedere di guardare Archie, non possono avvicinare o approcciare conversazioni con la coppia, devono rispondere buongiorno solo se i duchi  salutano per primi, non accarezzare i loro cani anche se si avvicinano. In quanto a cani, pare che Meghan abbia anche deciso e ottenuto di tenere segreto, chissà perché, il nome di uno di loro.

Tra pretese, sgarbi piccoli e grandi e infrazioni all'etichetta la lista di “Megxit” dall'hashtag che oggi le viene dedicata sui social, è lunga: oltre ad aver clamorosamente disertato il Natale reale a Sandringham, a favore di Vancouver, Meghan aveva già snobbato la Regina che tanto l'aveva amata e accolta all'inizio, disertando, a fine estate 2018, il suo invito a Balmoral a favore degli Open Usa, dove era a fare il tifo all'amica Serena Williams, altra powerful woman.

Il suo capolavoro è stata però l'intervista del settembre scorso, poco apprezzata a corte, con Tom Bradby, giornalista di Itv, per il documentario “Harry e Meghan, an african journey””. Dove a colpi di “Esisto, non vivo” Meghan esternava il disagio del ruolo, e si preparava la fuga, spalleggiata dal marito che confessava lo shock per i click dei paparazzi, legati alla tragica morte di sua madre e il suo desiderio di lasciare il Regno Unito.

Ma è davvero un suo desiderio? Un addetto di Buckingham Palace in un'intervista a Page Six ha detto chiaro e tondo che Harry sia manipolato dalla moglie, allontanato gradualmente da amici e parenti e adesso convinto a espatriare.