Cos’è e cosa fa Aria Spa, centrale acquisti di Regione Lombardia

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 22 mar. (askanews) - È una storia recente quella di Aria Spa, l'azienda regionale per l'innovazione e gli acquisti della Regione Lombardia, con circa 600 dipendenti, finita di nuovo nella bufera, negli ultimi giorni, per il cattivo funzionamento del sistema che regola le prenotazioni del vaccino anti-Covid. La società infatti è nata solo l'1 luglio 2019, dalla fusione della precedente centrale acquisti, Arca, con la società regionale di servizi informatici Lispa. L'operazione, che ha avuto come regista l'assessore leghista al Bilancio e partecipate, Davide Caparini, si è completata solo l'1 luglio 2020 con l'incorporazione di una terza grande società a partecipazione regionale, Ilspa (Infrastrutture Lombarde). Nonostante la sua breve vita Aria Spa non era però nuova alle cronache giudiziarie.

Nove mesi fa c'era infatti stato il caso dei camici e dei dispositivi di protezione prima forniti e poi donati dall'azienda Dama spa, controllata dal cognato del presidente della Regione, Attilio Fontana, e partecipata al dieci per cento dalla moglie. Il dg della società era allora Filippo Bongiovanni, finito nel registro degli indagati e poi passato al Sireg, il sistema di controllo delle società regionali. Al suo posto ad agosto 2020 è arrivato dal Veneto Roberto Gubian, che oggi Fontana ha promosso ad amministratore unico di Aria dopo l'azzeramento del Cda.

Un altro passo falso di Aria è stata la campagna di vaccinazioni antinfluenzali. Per ottenere circa 2,6 milioni di fiale la società regionale ha dovuto bandire 13 gare con il risultato talvolta di pagare le fiale molto care e in altre occasioni di arrivare troppo tardi tanto di rimanere inutilizzate. Non certo un buon curriculum per una società nata con l'obiettivo di far risparmiare alla Regione "1,9 miliardi di euro in tre anni" in un'ottica di razionalizzazione della spesa e di ottimizzazione delle risorse.

Altro obiettivo era quello di affiancare la Regione Lombardia nella sua trasformazione digitale "supportando le politiche regionali tramite attività di governance-by-data". Una missione che ha trovato lo scoglio della piattaforma di prenotazione dei vaccini che in molti casi non ha inviato alle persone in attesa gli sms di conferma. In altri casi le conferme sono arrivate, ma con poche ore di preavviso e distanze anche di oltre 100 chilometri dal centro vaccinale indicato. Una situazione definita "vergognosa" perfino dalla vicepresidente della Regione e assessore al Welfare, Letizia Moratti. Un "fuoco amico" al quale aveva contribuito, in precedenza, anche l'ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso, consulente della Lombardia per la campagna di vaccinazioni.