Cos’è il cash flow e come si calcola il flusso di cassa

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Milano, 25/11/2020 - Gestire un’impresa può essere fonte di grandi soddisfazioni che non riguardano soltanto l’aspetto economico, ma anche quello personale, da intendersi soprattutto come professionista. Eppure, può capitare che durante il ciclo di vita di un’azienda accadano dei fatti imprevisti che minacciano la sua solidità e la sua stabilità economica. Questi momenti sono sempre piuttosto delicati e vanno gestiti con molta attenzione. In fin dei conti bisogna pensare che attualmente la popolazione mondiale si trova in una condizione molto rischiosa, soprattutto per le conseguenze determinate dalla crisi seguita alla pandemia che si sta affrontando. Ma come si può rimediare e migliorare lo stato di salute di un’azienda?

Che cos’è il cash flow

Cos’è e come si calcola il cash flow? Iniziando dalla definizione, per cash flow si intendono i flussi di cassa. Costituiscono una delle voci di bilancio più importanti che devono essere sempre poste sotto controllo, per valutare la stabilità dell’azienda. Nello specifico, si fa riferimento alla quantità di liquidità generata dalle vendite o quella consumata, per esempio, per il pagamento dei salari e delle bollette. La liquidità in questione viene considerata all’interno di un determinato periodo di tempo. In genere il tutto viene misurato su base mensile, trimestrale o a livello annuale.

Il cash flow è un indicatore essenziale perché dà la possibilità all’impresa di valutare la sua capacità di far fronte alle spese e contemporaneamente di verificare quali sono le risorse che può investire nella crescita del business.

Spesso si commette l’errore di confondere il cash flow con il profitto. Sono due elementi molto differenti, anche perché le aziende possono diventare insolventi se si verifica un’interruzione del flusso di cassa. È il caso comune in cui una grossa fetta dei clienti non salda le fatture entro i termini stabiliti.

È molto importante rispettare l’allineamento dei tempi dei clienti con quelli dei fornitori, perché altrimenti si rischia di arrivare a flussi di cassa negativi che possono determinare come conseguenza, nel corso di vari mesi, una carenza di liquidità.

Come si calcola il cash flow

Come si può calcolare il cash flow? Per determinare quale sia il suo valore bisogna partire dal rendiconto finanziario. Quest’ultimo corrisponde a un documento che sintetizza quali sono tutte le fonti che hanno determinato a incrementare la liquidità e quali sono invece gli elementi che potrebbero aver comportato una riduzione della stessa liquidità.

Nel prospetto contabile vanno annoverati tutti i pagamenti che sono stati effettuati e che si sono ricevuti sempre in riferimento a un determinato periodo di tempo. Vanno escluse le spese che ancora devono essere pagate.

Sempre in questo stesso documento devono essere compresi i guadagni che derivano dalle vendite e dagli investimenti e poi tutte quelle voci che si classificano come passività. A questo punto si deve prendere in considerazione un periodo di tempo e si devono sottrarre dalle entrate di cassa le uscite di cassa. Le prime, per esempio, possono essere rappresentate dalle fatture che i clienti pagano e le seconde possono corrispondere al pagamento dei fornitori. Nel momento in cui il primo valore è più grande del secondo, si ottiene un flusso di cassa positivo. Può naturalmente accadere anche il contrario: quando il flusso di cassa in uscita supera quello in entrata, il cash flow che si genera è classificato come negativo.

Dalle ultime ricerche effettuate è emerso come solo la metà delle piccole e medie imprese dichiara di avere un cash flow positivo, proprio per questo non si può affermare che questo calcolo sia una questione di secondaria importanza.

I flussi di cassa positivi sono sempre essenziali per segnare il ciclo di vita di un’impresa, in particolare quando si parla di aziende che sono state avviate da poco.

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