Cos’è la digital tax sui colossi del web in vigore da gennaio 2020

digital tax

“Come è noto l’Italia ha la digital tax – ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri -. Noi la faremo entrare in vigore dal primo gennaio 2020, è uno dei componenti della manovra”. Ma di che cosa si tratta? La web (o digital) tax è una tassa imposta ai colossi del web come Google, Facebook, Amazon e Apple. Ma non solo. A livello europeo la Francia ha già una bozza per l’entrata in vigore della tassa. Dal canto suo, però, Donald Trump ha minacciato l’Europa: “No alla digital tax – ha detto – o imporremo dazi al 100%”. Secondo il presidente americano, infatti, la web tax è una discriminazione alle società americane. Vediamo come funziona e cosa è.

Digital tax: cosa è

La novità che intende introdurre il governo giallo-rosso dal prossimo gennaio 2020 è la digital (o web) tax, ovvero una tassa ai colossi del web. In realtà, però, questa particolare entrata non deriva soltanto dalle grandi multinazionali americane come Google, Apple, Facebook o Amazon. La tassa sul digitale colpirà anche le vendite online, la pubblicità, la trasmissione dati e le piattaforme digitali. Quella che il ministro Gualtieri ha definito una “componente della manovra” non è altro che una tassa con aliquota unica fissa al 3% imposta sui ricavi delle imprese con oltre 750 milioni di fatturato annuo di cui almeno 5,5 derivanti da prodotti online

Questa novità modifica la precedente legge di Bilancio del governo Gentiloni che prevedeva, invece, un’imposta sulle transazioni finanziarie con aliquota al 6%. Non si tratta quindi di nulla di nuovo, in quanto la tassa era già presente ma non è mai stata attuata.