Cos’è la revenge bedtime procrastination e perché è così pericolosa?

·4 minuto per la lettura
Photo credit: Courtesy of Unsplash - Laura Chouette
Photo credit: Courtesy of Unsplash - Laura Chouette

La lunga giornata di lavoro è finita: siete così stravolti da non voler far altro che buttarvi a letto ma, nonostante ciò, vi ritrovate su Instragram a scorrere video su video. Improvvisamente sono passate due ore. Vi ritrovate in questa immagine? Ebbene, sappiate che non siete da soli. Si tratta di una pratica comune, anzi comunissima, che è esplosa ancora di più durante il grande lockdown del 2020: anche se i nostri occhi vogliono chiudersi, anche se l'emicrania da estrema stanchezza è lì che bussa, sembra proprio impossibile lasciare il telefono in carica, lontano da noi. Rassicuratevi: per quanto assurdo possa sembrare, non siete soli: come voi (e come me!), altri milioni di persone intorno al mondo tolgono del preziosissimo tempo al riposo in favore dello "scroll selvaggio". Si tratta della revenge bedtime procrastination: tenete a mente questa espressione, perché presto diventerà comune sulla bocca di tutti. Vediamo insieme di che cosa si tratta e come possiamo sconfiggere questo brutto vizio!

Revenge bedtime procrastination: cos’è e come riconoscerla

Con revenge bedtime procrastination si intende la deliberata scelta di sacrificare del tempo al sonno, per poter "ritagliare del tempo per sé" – proprio quello che sembra mancare durate la giornata. La ricetta è semplice: prendiamo un lavoro stressante, aggiungiamo una punta di pendolarismo, mescoliamolo con le corse per i figli e condiamo il tutto con una relazione impegnativa. Cosa otteniamo? Nella maggior parte dei casi, l'individuo si ritrova spaesato a fine giornata, convinto di non aver avuto del tempo di qualità da dedicare a se stesso. Più il lavoro e la quotidianità sono stressanti e più ci si ritrova alla fine della giornata a passare un paio d'ore di entertainment davanti ai video sui social. E, quando la mattina ci si sveglia per l'ennesima volta stanchi, poco importa il credito di deprivazione di sonno sulle nostre spalle: la stessa sera ripeteremo l'operazione di nuovo. Ma non stiamo ricreando il "giorno della marmotta", un giorno sempre identico a se stesso? Attenzione: la revenge bedtime procrastination è la diretta causa della deprivazione di sonno – che, sulla lunga, porta a effetti significativi dannosi alla mente, al corpo e all’emotività dell'individuo.

Revenge bedtime procrastination e la social loneliness

Come mai si parla così tanto di revenge bedtime procrastination nell'ultimo anno? Eh sì, inutile negarlo: il grande lockdown del 2020 ha portato questo problema alla superficie. Perché togliere così tanto tempo prezioso al nostro riposo (e, quindi, al nostro benessere) in favore di qualche ora di smartphone? La maggior parte delle volte, ammettiamolo, ci ritroviamo a guardare video inutili: tutorial su come pulire superfici della casa (che non puliremo mai), Tiktok e le Instagram stories di influencers che raccontano quanto sia difficile creare contenuti in modo continuo o ancora "sfide", "duetti", cene o feste in case, città, nazioni lontane. La motivazione di questo nostro bisogno di osservare la vita degli altri è semplice: ci sentiamo soli. Non basta meditare, fare yoga o esercizi a corpo libero: l'uomo, in quanto animale sociale, ha bisogno della connessione umana. Dedicando quel tempo, nella calma della notte, a un intrattenimento "sciacquacervello" ci sembra di essere finalmente padroni del tempo e di come lo consumiamo. La cosiddetta "depressione da quarantena" ha, insomma, portato allo "scroll selvaggio", alla ricerca di una realtà "altra" in cui sentirsi meglio.

Photo credit: Courtesy of Unsplash - Justaf Abduh
Photo credit: Courtesy of Unsplash - Justaf Abduh

Come invertire la tendenza e interrompere la revenge bedtime procrastination

Non possiamo continuare a lungo con questa pratica notturna: come abbiamo visto, rischiamo di rimetterci in salute fisica, mentale ed emotiva – salute che è già stata largamente compromessa dall'anno appena trascorso! Per condurre una vita più bilanciata, più healthy, la direttrice del Comparative Cognition Lab di Yale Laurie Santos consiglia di iniziare a rendersi conto che, il solo fatto di sentire di avere già del tempo a disposizione (e, quindi, non sentirsi durante la giornata sopraffatti dallo scheduling), porti a dei grandi miglioramenti pressoché immediati per il benessere psicofisico. L'impasse, secondo la dottoressa Santos, è che più ci sentiamo stanchi e più desideriamo dedicare del tempo alla futilità e alla leggerezza che solo lo scrolling notturno ci può dare: così facendo, però, cadiamo dritti nella trappola di ripetere lo stesso tipo di struttura giorno dopo giorno. Tra le raccomandazioni di Laurie Santos c’è il cercare di ritagliarsi del tempo durante il giorno o, per lo meno, quando la notte non è ancora calata. Possiamo dedicarci, anche solo per mezz'ora, a una passeggiata accompagnata dalla nostra musica preferita, o leggere un capitolo di quel libro che, diciamocelo, è sul nostro comodino da troppi mesi. Uno special tips? Ormai tutti gli smartphone hanno un'opzione per limitare l'utilizzo delle app – in particolar modo, quelle social. Iniziamo a mettere lo stop dopo le 2 ore: se abbiamo già controllato le nostre pagine social preferite la mattina sul treno o in pausa pranzo, ora di sera avremo pochi minuti a disposizione. A mali estremi, estremi rimedi!

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli