Cos’è la Fondazione Open a sostegno delle iniziative di Matteo Renzi

fondazione open

La Fondazione Open è nata nel 2012: inizialmente si chiamava ‘Big Bang’ il suo obbiettivo era il sostegno delle iniziative politiche di Matteo Renzi. Dalla Leopolda al referendum costituzionale, dalla campagna elettorale per le primarie del Pd fino all’investitura a premier. Dalla sua nascita fino a quando è rimasta attiva (2018), la fondazione ha raccolto oltre sei milioni di euro. Inoltre, sul sito ufficiali comparivano i nomi dei finanziatori della Fondazione che avevano dato il via libera per l’apparizione nell’elenco. Coloro i quali, invece, avevano negato il consenso sono stati perquisiti da settembre fino ad oggi.

Fondazione Open, cosa è

Il primo obbiettivo per il quale è nata la Fondazione Open era quello di finanziare le iniziative politiche dell’ex premier Matteo Renzi. Dunque, si tratterebbe di una sorta di “articolazione” di un partito politico che dal 2012 all’aprile 2018, anno in cui la fondazione ha cessato l’attività, ha raccolto oltre sei milioni di euro. Alcuni finanziatori, come suddetto, hanno acconsentito all’apparizione del loro nome sul sito web, mentre altri non hanno dato il via libera.

La Fondazione, inoltre, aveva sede all’interno dello studio dell’avvocato Bianchi (anch’esso oggetto di perquisizione da parte della Guardia di Finanza). Nel CdA, però, comparivano anche altre figure vicine a Renzi oltre a Bianchi, chiamati il “Giglio magico”, tra i quali figuravano Maria Elena Boschi, Marco Carrai e Luca Lotti.

L’inchiesta

La Procura di Firenze ha avviato le indagini sulla Fondazione Open per chiarire i rapporti tra i finanziatori e la fondazione stessa. A tale scopo si indaga per traffico di influenze illecito, riciclaggio e finanziamento illecito ai partiti. Sono stati perquisiti, al momento, l’imprenditore Marco Carrai, amico personale di Matteo Renzi nonché membro del CdA e l’avvocato Alberto Bianchi, ex presidente della Open. Quest’ultimo, perquisito lo scorso settembre è inadagato per traffico di influenze illecite. Tra gli altri reati contestati a Open risultano anche riciclaggio, autoriciclaggio, appropriazione indebita aggravata, false comunicazioni sociali.