Cosa è stato fatto finora per il personale della scuola?

Il 5 novembre, presentando al Senato le linee programmatiche del suo Ministero, il ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti ha confermato che entro il 2019 ci sarà un concorso straordinario per i docenti della scuola secondaria. Quali sono i dettagli della proposta? E che cosa è già stato fatto in questa legislatura per i docenti e il personale scolastico in generale?

Abbiamo fatto un po' d'ordine.

Di che cosa stiamo parlando

Il 30 ottobre scorso, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto-legge n. 126, intitolato “Misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti”. Il testo ha così iniziato alla Camera (Commissioni Cultura e Lavoro) il suo iter parlamentare per essere convertito in legge.

All'articolo 1 del decreto si legge che «il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca è autorizzato a bandire [...] entro il 2019, una procedura straordinaria per titoli ed esami per docenti della scuola secondaria di primo e di secondo grado, finalizzata all'immissione in ruolo». I 19 commi in cui è suddiviso l'articolo specificano i dettagli del provvedimento.

I dettagli del concorso

Il concorso straordinario è destinato ai soggetti che hanno svolto almeno tre anni di servizio nella scuola statale (tra l'anno scolastico 2011/2012 e quello 2018/2019) di cui almeno uno nella specifica classe di concorso o nella tipologia di posto per la quale si intende concorrere.

Per questo motivo, il decreto è stato rinominato “decreto Salva precari” dalla stampa e da alcuni politici. I posti complessivi messi a concorso sono 24 mila, solo per le regioni, le classi di concorso e le tipologie di posto, per le quali lo Stato prevede che ci saranno posti liberi negli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023.

In concreto, come spiega un approfondimento della Camera, il concorso prevede due tipi di prove scritte informatizzate (con quesiti a risposta multipla): una per i soggetti che hanno lavorato in passato in una scuola statale, e una per quelli che hanno maturato esperienza nella scuola paritaria. Il punteggio minimo per passare la prova è di 7 punti su 10.

In seguito, viene stilata una graduatoria, non solo in base ai risultati della prova scritta, ma anche alla valutazione dei titoli. I vincitori in questa prima fase di selezione accederanno così a un percorso annuale di formazione, con un voto finale integrato da una prova orale. Chi supera anche questa seconda fase sarà abilitato all'esercizio della professione di docente.

Grazie a questo concorso straordinario, sottolinea un dossier della Camera, «da un lato, si rimedia alla grave carenza di personale di ruolo nelle scuole statali, dall'altro, si rimedia alla carenza di personale abilitato all'insegnamento nella scuola secondaria».

Non sono mancate però le critiche da parte delle associazioni sindacali su alcuni aspetti del provvedimento. Secondo i sindacati, il governo non avrebbe rispettato gli accordi presi nei mesi scorsi. Inoltre, docenti e personale amministrativo hanno indetto uno sciopero per l'11 e il 12 novembre prossimi.

Altri interventi per i docenti

L'annuncio di un concorso straordinario nella scuola è l'ultimo di una serie di provvedimenti fatti in questa legislatura per i docenti. Nell'ultimo anno e mezzo, sono stati diversi gli interventi in questo ambito. Vediamo i più significativi.

Le novità con il “decreto Dignità”

Con il cosiddetto “decreto Dignità” (n. 87 del 12 luglio 2018), il governo Lega-M5s è intervenuto (art. 4) per garantire la continuità didattica nell'anno scolastico 2018/2019, permettendo ai docenti in possesso del diploma magistrale (ottenuto entro l'anno scolastico 2001/2002) di continuare a insegnare nel passato anno scolastico nonostante una sentenza del Consiglio di Stato di dicembre 2017 – poi ribadita a febbraio 2019 – avesse escluso questi diplomati dall'accesso alle graduatorie a esaurimento.

La questione dei diplomati magistrali però resta ancora aperta e non è stata risolta dal nuovo “decreto Salva precari”, come denunciano i sindacati.

Inoltre, il “decreto Dignità” ha eliminato (art. 4-bis) la durata massima complessiva di 36 mesi per i contratti a tempo determinato per il personale docente ed educativo e quello amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata) e, con la conversione in legge, ha stabilito (art. 1-novies) un concorso straordinario per coprire i posti liberi (comuni e di sostegno) nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria.

Il cambio della “Buona scuola”

Uno degli interventi più dibattuti del precedente governo è stata poi la modifica del sistema di reclutamento dei docenti nella scuola secondaria, avvenuta con la legge di Bilancio per il 2019.

Con l'ultima manovra finanziaria, come abbiamo ricostruito con il nostro progetto Traccia il Governo, Lega e Movimento 5 stelle sono intervenuti su uno dei decreti attuativi (n. 59 del 13 aprile 2017) della riforma “Buona scuola” voluta dal governo Renzi, modificando il percorso per diventare docenti.

Oggi il sistema di formazione iniziale e accesso ai ruoli della scuola secondaria si articola in un concorso pubblico (indetto su base regionale o interregionale), in un percorso di formazione iniziale e la conferma in ruolo, dopo la positiva valutazione del percorso di formazione iniziale. Rispetto al sistema precedente, non è più necessario conseguire l'abilitazione e successivamente partecipare a un concorso a cattedra: basta partecipare direttamente al concorso a cattedra.

I vincitori del concorso dunque non accedono più al percorso triennale/biennale di “Formazione iniziale e tirocinio” (denominato Fit) – previsto dalla “Buona scuola” – bensì a un unico anno di formazione e prova denominato “Percorso annuale di formazione iniziale e prova”.

E per i dirigenti scolastici e il personale Ata?

In questa legislatura, alcuni provvedimenti legislativi hanno riguardato anche le altre due componenti del personale della scuola: i dirigenti scolastici e il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata). Per i dirigenti scolastici, il cosiddetto “decreto Semplificazioni” (n. 135 del 14 dicembre 2018) ha stabilito (art. 10), in deroga rispetto alla procedura ordinaria, che sarebbero stati dichiarati vincitori – e di conseguenza assunti – i candidati ammessi al corso conclusivo del concorso bandito nel 2017.

Della questione ce ne siamo occupati a luglio 2019, quando una sentenza del Tar del Lazio aveva annullato la procedura concorsuale, iniziata a maggio 2019, per alcune illegittimità.

Come ha ricostruito un approfondimento della Camera del 7 ottobre, il 12 luglio il Consiglio di Stato ha però accolto l'istanza cautelare presentata dal Miur, sospendendo l'esecutività della sentenza del Tar del Lazio.

Per ora, la questione è stata posticipata a un'udienza che si terrà il 12 marzo 2020.

Infine, la legge di Bilancio per il 2019 ha incrementato la dotazione organica del personale Ata e previsto il riaffidamento dei servizi di pulizia nelle scuole statali esclusivamente al personale dipendente appartenente al profilo di collaboratore scolastico. 

Conclusione

Alla Camera, è iniziato l'iter parlamentare del testo di conversione in legge del cosiddetto “decreto Salva precari”, che tra le altre cose contiene i dettagli per il concorso straordinario destinato ai soggetti che hanno svolto almeno tre anni di servizio nella scuola statale.

Questo provvedimento – criticato dai sindacati e dai docenti, che hanno indetto uno sciopero per l'11 e il 12 novembre – è l'ultimo in ordine cronologico introdotto in questa legislatura per quanto riguarda il personale scolastico.

In questa legislatura, altre novità sono arrivate per i docenti (con il “decreto Dignità” e la modifica del sistema di reclutamento del personale per la scuola secondaria), per i dirigenti scolastici (con la questione del concorso del 2017) e per il personale Ata.