Puglia: la storia dietro la 127 parcheggiata sul tetto di un casolare

Perché c’è una 127 sul tetto di una casa sulla strada tra Margherita di Savoia e Trinitapoli, in piena Puglia? Se lo è chiesto tra gli altri Repubblica – che è andata a scovare il motivo per cui cotanta vettura sia stata posizionata in una così strana postazione.

Si tratta in sostanza di una sorta di monumento alla memoria; il casolare sul quale è stata delicatamente parcheggiata la Fiat 127 apparteneva a Nicola Scisciolo, capocantoniere di professione che teneva moltissimo alle proprie radici e anche ai propri mezzi di trasporto.

La Fiat 127 è un auto che la casa italiana ha prodotto dal 1971 al 1987, un’utilitaria mitica con linee molto poco rotonde che ha raggiunto una quota di 4,5 milioni di veicoli usciti dalla linea di montaggio. Questo particolare modello, color verde, è “fissato” sul tetto con le ruote posteriori all’aria e con un grosso masso appoggiato sul cofano – a mò di chiodo.

Nicola Scisciolo, che in vita ha avuto la bellezza di 16 figli e 46 nipoti, è deceduto nel 2004; all’epoca tutti gli eredi, molto legati alla sua figura, decisero che qualcosa andava fatto per onorare sia la sua memoria, sia la sua amata 127.

L’edificio è quello nel quale Nicola Scisciolo produceva il vino, e non è nuovo a “sepolture” di un certo tipo. Vicino alla cantina infatti giace pure la sua moto.

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Da qualche anno, nonostante la macchina sia ben visibile e i curiosi siano in aumento, il luogo è in uno stato di parziale abbandono. Gli eredi, che lì sono cresciuti, lo considerano un luogo sacro e forse nessuno ha il coraggio o semplicemente il tempo di valorizzarlo maggiormente. È tuttavia una testimonianza genuina di un sentimento d’amore profondo e simbolico che di certo è unica nel suo genere.

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