Elezioni in Spagna. Cosa dicono i primi dati ufficiali

B. Maarad - G. Zeccardo

In Spagna lo scrutinio è al 67% e la proiezione assegna ai socialisti (Psoe) 123 seggi. Il Partito popolare (Pp) è la seconda forza con 84 seggi. Vox vola a 52. Podemos si attesta a 35. Erc a 13, Ciudadanos a 10.

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— RTVE (@rtve) November 10, 2019

Vox verso la vittoria

Il grande vincitore delle elezioni generali spagnolo è sicuramente il partito di estrema destra e sovranista, Vox, che raddoppia il risultato del 28 aprile scorso ottenendo tra almeno 30 seggi in più rispetto alla tornata precedente. 

Jorge Buxadè è il primo esponente a presentarsi davanti ai giornalisti al quartier generale del partito a Madrid. "Possiamo solo dire che siamo convinti che il processo elettorale e il risultato delle elezioni consolideranno questa alternativa patriottica degli spagnoli". In Italia, Giorgia Meloni ha twittato congratulandosi per il risultato. 

Alle elezioni spagnole grande affermazione di @vox_es, alleato di @FratellidItaIia nel gruppo dei Conservatori europei. Sull'unità e sulla sovranità nazionale non si fanno compromessi... in Spagna come in Italia la coerenza paga!

— Giorgia Meloni ن (@GiorgiaMeloni) November 10, 2019

Poco dopo è arrivato anche il commento di Matteo Salvini, ospite di La7: "Complimenti a Vox, che ha ottenuto un risultato incredibile. Non è questione di estrema destra, ma di persone che vogliono controllare i confini di Spagna, far entrare chi ha diritto a farlo"-

Nel tardo pomeriggio Vox ha impedito l'accesso al quartiere generale ai giornalisti di El Pais, per seguire lo scrutinio delle elezioni in corso. "Questo non è un atto di natura elettorale" come indicato dalla commissione elettorale, ma un "atto privato di monitoraggio dei risultati", avrebbe spiegato il partito ai giornalisti per giustificare il divieto.

La reazione dei socialisti e dei popolari

I socialisti spagnoli (Psoe) del premier uscente, Pedro Sanchez, sono fiduciosi che i risultati finali delle elezioni saranno migliori rispetto agli exit poll che attribuiscono loro tra 114 e 119 seggi. Attualmente, secondo i dati ufficiali prenderebbero qualcosa in più. Questo equivale ad essere il primo partito ma senza grandi cambiamenti rispetto ad aprile.

Sanchez non è ancora arrivato nel quartier generale, dove sono arrivati invece il segretario organizzativo, Josè Luis Balos, e la vice presidente Carmen Calvo. Quest'ultima ha commentato per ora il dato sull'affluenza che ha definito "incoraggiante" e "migliore rispetto alle attese".

"Alla luce delle previsioni che abbiamo visto finora, sembra che gli spagnoli sappiano che l'alternativa a Pedro Sanchez è Pablo Casado. E vista la perdita di seggi nel Psoe, Sanchez dovrebbe iniziare a pensare di andarsene". È quanto ha dichiarato il segretario generale del Partito popolare (Pp) Teodoro Garcìa Egea al suo arrivo al quartier generale di Madrid. Lo riferisce El Pais

Per Ciudadanos non ci sono buone notizie

Il "numero due" dei Ciudadanos, Josè Manuel Villegas, riconosce che "gli exit poll non sono buoni" e spera che "il risultato sia migliore", riporta El Mundo. Villegas ha aggiunto che, alla luce delle circostanze, "tutti i voti di Ciudadanos saranno disponibili per mettere in marcia la Spagna". A suo avviso, il problema principale nel Paese è la paralisi politica e il partito lavorerà per risolverla. "Da parte nostra non rimarrà", ha assicurato. Ma il tracollo appare ormai evidente, visti i primi dati ufficiali.

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— RTVE (@rtve) November 10, 2019

I primi risultati in Catalogna

Il partito della Sinistra repubblicana catalana (Esquerra Republicana) di Oriol Junqueras è dato in testa alle elezioni generali in Catalogna con 13-14 seggi, sempre secondo gli exit poll di Gad3 per Rtve. Segue da vicino il Partito socialista (Psc) che otterrebbe 12-13 seggi Poi, più staccati, JxCat che manterrebbe 6-7 seggi e In Comu' Podem che ne potrebbe ricevere tra i 5 e i 7. 

Il voto spagnolo

Poco più di 37 milioni di spagnoli sono stati chiamati oggi alle urne per le seconde elezioni parlamentari di quest'anno (le quarte dal 2015), che potrebbero consegnare al Paese un Parlamento ancora più frammentato rispetto alle precedente politiche di aprile. I cittadini sono chiamati a eleggere 350 deputati e 208 senatori. Si tratta del numero maggiore di cittadini chiamati a votare in tutta la storia della Spagna democratica, fa notare il quotidiano El Pais, sottolineando che in ballo c'è il "recupero della stabilità politica, persa quattro anni fa", con la fine definitiva del bipolarismo e l'assenza - da allora - di maggioranze parlamentari. Si vota, inoltre, in un clima di crescente incertezza economica e di crisi irrisolta in Catalogna.

La penisola iberica potrebbe fare i conti con l'ascesa del partito di estrema destra Vox, guidato da Santiago Abascal. Secondo il quotidiano La Vanguardia sta ottenendo risultati dal "suo approccio duro" sul tema della Catalogna: Vox è "il partito che ruba voti a tutti" e che può contare sull'elettorato "più fedele" dell'intero scacchiere politico.