Cosa hanno scritto i media stranieri sul ritiro della candidatura Berlusconi

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AGI - La notizia della rinuncia di Berlusconi alla corsa per il Quirinale e gli interrogativi sul trasloco di Mario Draghi da Palazzo Chigi alla presidenza della Repubblica trovano ampio spazio sui principali media internazionali. "Silvio Berlusconi ha sempre venduto se stesso come un vincitore ma stavolta, a 85 anni e nel tentativo disperato di terminare i suoi giorni nella più alta istituzione italiana, non ha avuto altra scelta che accettare la sconfitta", scrive 'El Pais'.

Per il quotidiano iberico "il suo passo di lato e, soprattutto, il suo no esplicito ad appoggiare Mario Draghi, finora il candidato principale, apre un nuovo scenario nella complicatissima battaglia per eleggere l'inquilino del palazzo del Quirinale per i prossimi sette anni".

"Silvio Berlusconi rimane una figura molto divisiva in Italia e il centro-sinistra aveva già escluso di sostenerlo", osserva Le Monde, "la nomina dell'attuale presidente del Consiglio Mario Draghi è ora vista come la scelta più probabile del Parlamento, ma non è ancora certo che l'ampia gamma di partiti che appoggiano la sua coalizione lo sosterrà, per evitare che la sua partenza inneschi elezioni anticipate".

"In pochi ritenevano che Berlusconi, noto per aver tenuto festini a base di sesso quando era in carica, potesse ascendere al venerabile status di presidente italiano, un ruolo influente sia pur in buona parte cerimoniale", sottolinea 'Politico', "la sua insistenza nel correre, forzando i suoi alleati a sostenerlo, ha bloccato i negoziati su un candidato alternativo che possa assicurarsi un sostegno trasversale ai partiti.” “Anche il primo ministro Mario Draghi, il candidato più qualificato, ha visto il suo percorso ostacolato dalla campagna di Berlusconi", continua la testata online.

L'Associated Press sottolinea, da parte sua, come "nonostante la pretesa di Berlusconi di essersi assicurato i voti necessari, il leader della Lega, Salvini, era apparso di recente poco convinto che il magnate dei media avesse un piede nel Quirianale". "Silvio Berlusconi ha rinunciato al suo ultimo grande sogno politico", scrive l'emittente tedesca Zdf, ricordando che "se l'ex capo della Bce assume la presidenza, c'è il rischio di nuove elezioni parlamentari e di una sospensione temporanea delle riforme".

"La decisione di Berlusconi arriva in extremis a due giorni dall'inizio delle votazioni in Parlamento e al termine di una settimana da protagonista totale nella quale, telefono alla mano, ha cercato di raccogliere il sostegno di deputati e senatori, sebbene senza successo", è la ricostruzione di Efe, "in ogni caso, il passo indietro del multimilionario sbloccherà di sicuro i negoziati tra destra e sinistra".

Ora a bloccare la strada di Draghi verso il Quirinale, spiega l'agenzia stampa spagnola, è la necessità di "trovare un sostituto come presidente del Consiglio e non è chiaro se i partiti riusciranno a trovare una figura 'imparziale' per proseguire l'attività del governo". "La realtà", prosegue Efe, "è che nessuno vuole elezioni anticipate, poiché il Parlamento della prossima legislatura vedrà i suoi seggi ridotti di un terzo e molti degli attuali parlamentari resteranno senza un posto".

"Mezza Italia ha tirato un sospiro di sollievo", secondo 'La Nacion'. "La presenza divisiva di Berlusconi come candidato rappresentava uno scoglio enorme per i frenetici negoziati sotterranei in corso tra le diverse forze politiche, in cerca di un candidato istituzionale all'altezza della situazione, super partes, di prestigio, che possa ottenere un consenso generale", scrive ancora la testata argentina.

La rinuncia di Berlusconi, si legge sul 'Guardian', "ha rimosso un ostacolo alle trattative su un candidato sul quale i leader dei partiti possano concordare tutti ma non è emerso nessun candidato evidente". Il quotidiano britannico cita tra i possibili contendenti Pier Ferdinando Casini, Marta Cartabia e Giuliano Amato e ricorda come parte del Movimento 5 Stelle stia spingendo perché Mattarella resti al Quirinale per un altro anno.

"La corsa di Berlusconi era improbabile, per via delle difficoltà nel raccogliere il vasto sostegno necessario", sottolinea Al Jazeera, "Berlusconi è una figura altamente divisiva in Italia e il centro-sinistra aveva già escluso di appoggiarlo". Foreign Policy parla di un Cavaliere "risorto dalle proprie ceneri" e "reinventatosi come un'improbabile forza moderatrice.

"Silvio Berlusconi sembra essersi risvegliato dal suo sogno impossibile di essere il prossimo presidente italiano", osserva la rivista statunitense di geopolitica, "sebbene la sua mossa sia apparsa fantasiosa, le sue mal riposte speranze derivano dalla sua molto concreta riabilitazione politica, che ha richiesto molto tempo".

Dopo aver rinunciato alla presidenza, prosegue l'articolo, l'ex premier "sta cercando di rendersi rilevante nelle complesse trattative che eleggeranno il prossimo capo dello Stato". "Se avrà successo, potrà spostare l'equilibrio politico del Paese", conclude Foreign Policy, "per decenni, il capo dello Stato è stato selezionato da figure di centro-sinistra: se il Parlamento finirà per eleggere una figura che abbia la benedizione di Berlusconi, sarebbe una vittoria, in un certo senso, per il leader un tempo in disgrazia. Berlusconi potrebbe tornare ancora una volta al centro della scena politica italiana".

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