Cosa intende fare Conte riguardo alla Popolare di Bari

Federica Valenti

Il Consiglio dei ministri tornerà a riunirsi "a breve" per affrontare la vicenda della crisi della Banca Popolare di Bari, con l'obiettivo di "tutelare tutti i risparmiatori" e il "sistema creditizio del Sud" e per "rilanciare" l'istituto. All'indomani della riunione straordinaria del Consiglio dei ministri, cui, in polemica, non ha preso parte Italia viva, Giuseppe Conte chiarisce quali sono gli "obiettivi" del governo, assicurando di aver "condiviso" le finalità dell'intervento, in una telefonata con Luigi Marattin.

"Non tuteleremo alcun banchiere, non agiamo a protezione dei banchieri", assicura il presidente del Consiglio, in vista della riunione del Cdm che dovrebbe tenersi domani sera, prima dell'apertura dei mercati, lunedì mattina.

Passa qualche ora e sul tema interviene Luigi Di Maio. In un post su Facebook, il capo politico del M5s frena la "corsa" al decreto di salvataggio, chiedendo che prima si tenga una riunione del consiglio dei ministro in cui si faccia un po' di "chiarezza" sulle responsabilità della crisi dell'istituto. Poi il ministro degli Esteri chiede che la banca, una volta salvata, venga nazionalizzata e che non succede come per gli istituti veneti che "furono ripuliti coi soldi degli italiani e poi regalati ad altre banche". Infine, il M5s - ricorda - ha proposto l'apertura di una commissione parlamentare d'inchiesta da almeno un anno: è ora di eleggerne il presidente, sollecita, di quella commissione che potrebbe aprire il "vaso di Pandora".

Rispondendo alle domande dei giornalisti durante la conferenza stampa di bilancio su quanto fatto nei "primi cento giorni" in tema di salute, Conte ripercorre a ritroso la giornata di ieri e chiarisce i motivi che lo hanno spinto, nel pomeriggio a Bruxelles, a essere "volutamente omissivo" sul tema Popolare Bari, sostenendo che in quel "momento" non vi era "necessità di intervenire". Il premier spiega di essere stato a conoscenza della decisione di Bankitalia di commissariare l'istituto pugliese, ma, scusandosi coi cittadini, confessa di averlo "omesso" pubblicamente, "per non creare allarme con i mercati aperti e per il segreto d'ufficio". Ieri sera, anche il Colle è stato informato della vicenda, considerata la sua attenzione istituzionale al dettato costituzionale, che prevede la tutela del risparmio. Ma, ovviamente, non è entrato in una materia che è responsabilità del governo. 

Conte derubrica le tensioni interne alla maggioranza sul tema al rango di equivoco. "Probabilmente erano preoccupati delle deliberazioni, pero' ho chiarito il progetto, ci siamo sentiti anche prima al telefono, con Renzi no, ma con Marattin. E comunque sono degli obiettivi assolutamente condivisi", assicura il presidente del Consiglio, che ha uno sguardo proiettato sul futuro, tanto che annuncia un piano al 2023 con investimenti pubblici sulla salute pari a 10 miliardi. "Siamo assolutamente responsabili, siamo un poco vivaci nel nostro modo di esporci, di prendere posizione, e di fissare qualche bandierina", aggiunge poi rispondendo ai cronisti. Sulla Popolare di Bari "interverremo attraverso uno strumento nella pancia di Invitalia, Mediocredito Centrale", poi conferma. "Cerchiamo di fare di necessità virtù. Assicureremo a Mediocredito centrale le necessarie risorse per poi, con un fondo interbancario, intervenire per rilanciare la Pop Bari. Avremo una sorta di Banca del Sud degli investimenti a partecipazione pubblica".

 Nel partito di Matteo Renzi la tensione sul tema sembra diminuire, ma rimangono le perplessità. "Certo non saremo noi di Italia Viva a mettere a rischio lavoratori e risparmiatori. Nessuno vuole far fallire la Popolare di Bari, ma in nome di questo non si può accettare sempre tutto", scandisce il vicepresidente dei deputati di Italia Viva, Luigi Marattin, interpellato dall'AGI.

Il quale insiste sulla necessità di un supplemento di riflessione sul decreto pensato per salvare l'istituto pugliese. "Ci sono punti che vanno approfonditi meglio di quanto fosse possibile fare ieri in sera in un Cdm convocato in tutta fretta", osserva. "Ci sono cose da capire, anche in funzione di possibili soluzioni alternative, come non sarebbe stato possibile fare di fronte a una vicenda portata in consiglio all'ultimo minuto. Se esista o meno un partner privato che può entrare immediatamente in gioco. O se una garanzia statale sulla liquidità possa servire a qualcosa". "Sono stata avvisata del Consiglio dei Ministri ieri sera mezz'ora prima dell'inizio", lamenta Teresa Bellanova. "Nel metodo c'è quindi un problema: non si può convocare un Consiglio dei ministri per approvare un provvedimento non concordato , prima che peraltro fosse uscita la notizia che la Banca d'Italia aveva commissariato l'Istituto, cosa della quale nessuno ci aveva informato".

Dal fronte dell'opposizione, invece, sul tema Banca popolare di Bari si consuma il cambio di strategia di Matteo Salvini che abbandona la modalità 'attacco' e apre al dialogo con la maggioranza e propone un "comitato di salvezza nazionale" su tutte le emergenze del Paese. "Se vogliamo salvare l'Italia, fermiamoci e mettiamoci attorno a un tavolo con un comitato di salvezza nazionale", dice aprendo il 'No tax day' a Milano. "Se salta la popolare Bari, salta la Puglia e salta l'Italia. Stiamo vivendo un momento drammatico, non penso sia piu' il momento delle polemiche". Mentre Forza Italia, con la capogruppo alla Camera Mariastella Gelmini, parla di "governo dilaniato" e di un premier "inconsapevole".