Cosa mangeremo nel 2050? Farina di insetti e carne in provetta

A tavola ci saranno sempre più insetti, ma anche carne sintetica, sempre più pesce d’allevamento e anche “pesce finto”. (Getty)

Gli abitanti sulla Terra sono circa sette miliardi e mezzo di essere umani. Le Nazioni Unite stimano che nel 2030 saremo otto miliardi, la soglia dei dieci miliardi dovrebbe essere superata nel 2050. Cosa mangerà tutta questa gente? Il problema della produzione del cibo è un tema importante perché il modello attuale – agricoltura, allevamento, pesca, in primis – grava sull’ambiente. Il modello, insomma, rischia di essere poco sostenibile in un futuro prossimo.

In molti si chiedono come ci nutriremo tra una trentina d’anni. Gizmondo ha provato a fare qualche ipotesi, in un mondo sempre più affollato. A tavola ci saranno sempre più insetti, ma anche carne sintetica, sempre più pesce d’allevamento e anche “pesce finto”, ossia quello sintetizzato in laboratorio, insieme ad alghe, un sacco di alimenti modificati geneticamente e pure cibo stampato in 3D. Grilli e cavallette contengono proteine, in alcune zone del mondo già sono una specialità prelibata da servire per cena. Inoltre consumano meno acqua e producono meno CO2 rispetto agli animali che siamo abituati a mangiare. Certo, l’utilità di una dieta a base di insetti apre altre considerazioni sulle quali i nutrizionisti mondiali hanno già iniziato a confrontarsi.

Sul fronte della “carne da laboratorio”, oggi prodotta a costi troppi elevati e di certo non appetitosa come quella tradizionale, gli scienziati sostengono che la produzione sia “fattibile ed ecologicamente sostenibile”. (Getty)

Sul fronte della “carne da laboratorio”, oggi prodotta a costi troppi elevati e di certo non appetitosa come quella tradizionale, gli scienziati sostengono che la produzione sia “fattibile ed ecologicamente sostenibile”. La New Wave Foods sta facendo ricerche per applicare lo stesso principio alla produzione del pesce. Sul cibo stampato in 3D si sta interessando anche la Nasa, ma in questo caso l’obiettivo è risparmiare tempo in cucina, piuttosto che salvare il pianeta.

Per adesso sembra un esercizio divertente, ma interrogarsi su cosa mangeremo in futuro è una faccenda seria. Tanto che lo scorso dicembre l’Università di Harvard ha organizzato una tavola rotonda sul tema, discutendo su come “nutrire una popolazione globale crescente con i cambiamenti climatici che stanno mettendo a repentaglio la sicurezza alimentare”. Il prossimo numero di Corriere Innovazione, in edicola domani con il Corriere della Sera, è interamente dedicato a come “nutrire il futuro”. Quando ci stanno sempre più bocche da sfamare, con il conseguente rischio dell’aumento della fascia di popolazione malnutrita che già oggi muore di fame.

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