Cosa mettono nel cornetto? Non quello che scrivono



Quanti di noi iniziano la giornata con un cornetto pensando di raggiungere un compromesso fra una sana alimentazione e una prima colazione gustosa? Tanti. Ma che cosa è rimasto della ricetta originale nei cornetti che mangiamo ogni giorno? Ben poco davvero. D’altronde basta attraversare il confine e acquistare un cornetto in Francia per accorgersi di quanto sia differente il gusto dei croissant d’Oltralpe. Un altro mondo davvero.

Un’inchiesta di Report andata in onda ieri sera ha messo a nudo la vendita ingannevole compiuta da Autogrill nei confronti dei viaggiatori che ogni giorno fanno colazione nei bar delle autostrade italiane: la società di ristorazione vende come “cornetti al miele” prodotti in cui il miele è soltanto una parte minima degli ingredienti.

Se si legge la lista degli ingredienti all’Autogrill ci si accorge che il “miele” è, in realtà un composto di grassi saturi di cui il glucosio, l’olio di palma e lo zucchero rappresentano il 92% e il miele l’8%.

Il burro – alla base del croissant “tradizionale” – costa troppo e viene sostituito con la più conveniente margarina, prodotto che troviamo nel 90% dei croissant e delle brioche vendute sul mercato italiano. E le farciture invece della millantata marmellata sono a base di glucosio.

I giornalisti di Report hanno raccolto le etichette nei bar e nelle pasticcerie italiane e le hanno sottoposte a un medico nutrizionista e a un ecotossicologo mettendo a nudo la verità ovvero che chi ci sfama non ci nutre e che la priorità dell’industria alimentare è abbassare al massimo i costi di produzione per ottimizzare i profitti, senza alcuno scrupolo nei confronti della salute dei consumatori.