Cosa potrebbe succedere martedì 20 dopo le comunicazioni di Conte al Senato

barbara tedaldi

Sarà molto probabilmente martedì 20 il giorno clou per risolvere la crisi agostana del governo gialloverde. Al netto di annunci politici che potranno arrivare nei giorni precedenti, se Matteo Salvini non avrà ritirato la mozione di sfiducia, ricucendo lo strappo con il M5s, ecco quali saranno i passaggi per fare chiarezza e capire se e come proseguirà la legislatura.

Alle 15 il premier Giuseppe Conte si presenterà in aula per rendere delle comunicazioni, come da lui richiesto dopo l'annuncio della Lega di volerlo sfiduciare. La mozione di sfiducia del Carroccio infatti ha dovuto cedere il passo alle comunicazioni di Conte e dunque martedì si discuterà solo di quelle.

Subito prima della seduta d'aula, alle 14,30, si terrà la Conferenza dei Capigruppo per stabilire tempi e modalità del dibattito successivo alle comunicazioni del presidente del Consiglio. Sarà in questa occasione che si capirà se e quali risoluzioni sono state presentate dai partiti. Dopo che Conte avrà preso la parola ed esposto la sua linea, comincerà il dibattito e, se tutto procederà senza scossoni, si giungerà al voto sulle risoluzioni.

Tale voto non è un voto di fiducia, a meno che il premier stesso non la ponga, ma è un segnale politico ben preciso. Subito prima del voto Conte ha davanti a sé due opzioni: attende il voto e solo dopo decide il da farsi oppure non attende il voto e va direttamente al Colle per un confronto con il Capo dello Stato o per dimettersi.

In teoria, anche l'Aula della Camera è pronta, come stabilito dalla capigruppo, ad ascoltare le parole del presidente del Consiglio, appuntamento fissato per mercoledì 21 agosto alle 11,30. Dopodiché, il giorno successivo, giovedì 22 agosto, probabilmente nel pomeriggio, l'Aula di Montecitorio è stata convocata per il voto finale sulla riforma costituzionale che taglia il numero dei parlamentari.

Ma difficilmente si succederanno nell'ordine indicato tutti questi passaggi: se Conte ad esempio dovesse dimettersi, tutto verrebbe sospeso. Nel frattempo il M5s potrebbe presentare una sua risoluzione di sostegno a Conte.

Se alla fine della riflessione di questi giorni Salvini decidesse di mantenere la sua sfiducia al premier, dovrà votare contro questa mozione, se invece tornasse sui suoi passi, potrebbe votare a favore della risoluzione M5s o più probabilmente presentarne una sua di sostegno al governo.

Comunque vada insomma, con la giornata di martedì si potrà cominciare ad avere qualche elemento certo e si potrà cominciare a capire se la legislatura durerà, con quale governo o se gli italiani saranno chiamati a votare.