Cosa prevede il decreto ristori bis

Giorgia Ariosto
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AGI - Approderà domani in Consiglio dei ministri il decreto Ristori bis che stanzierà nuovi aiuti per commercianti, ristoratori, partite Iva, modulandoli in base alla geografia delle restrizioni previste dal nuovo Dpcm. Indennizzi che, nel caso dei bar e ristoranti che saranno costretti a chiudere nelle zone rosse, potrebbero arrivare al 200% dei rimborsi già erogati con il dl Rilancio. Saranno inoltre rifinanziati i congedi parentali per chi ha i figli a casa in quarantena o per la scuola chiusa e non può ricorrere allo smart working, e il bonus asili nido.

Il complicato meccanismo di rimborsi che il governo sta costruendo segue due binari. Da un lato, estendere i ristori ai settori che saranno colpiti dalle nuove misure restrittive a livello nazionale, come ad esempio i centri commerciali che dovranno chiudere nel weekend o i musei, ma anche a tutti quei comparti che sono rimasti tagliati fuori dagli aiuti come i bus turistici, gli ambulanti, il settore del wedding o le pizzerie e le rosticcerie, penalizzate dal coprifuoco che scatterà alle 22.

Dall'altro, integrare gli indennizzi per le attività che hanno già ricevuto i ristori e che saranno ulteriormente colpite dalle restrizioni come bar e ristoranti, già costretti a chiudere alle 18, e che dovranno fermare del tutto l'attività nelle zone rosse. L'impianto dovrebbe essere quello già previsto: contributi a fondo perduto, parametrati a quelli di primavera, con bonifico automatico per chi li ha già ricevuti e, dietro presentazione di domanda, quindi con tempi piu' lunghi, per i nuovi beneficiari; la cancellazione della seconda rata Imu, gli sgravi sugli affitti per tre mesi e la sospensione dei versamenti contributivi.

Il nodo resta quello delle risorse. Con il primo decreto Ristori, approvato dal Consiglio dei ministri il 27 ottobre, il deficit è salito al 10,7%, dal 10,5% indicato nel Documento programmatico di bilancio, rimanendo sotto il tetto fissato del 10,8% fissato dalla Nadef.

Il margine da qui alla fine dell'anno è quindi dello 0,1%, circa 1,7 miliardi che saranno utilizzati, insieme ad altri risparmi di cassa, per creare un fondo da circa 2 miliardi da cui attingere, di volta in volta, per gli indennizzi, anche in base all'evoluzione della pandemia che potrebbe portare a nuove chiusure. C'è poi il fondo da 4 miliardi stanziato con la Legge di bilancio, varata salvo intese ma non ancora approdata alle Camere.

Il Cdm di domani potrebbe essere un'occasione per una seconda lettura anche se al momento appare complicato riuscire a chiudere il testo della manovra in tempo utile. Il governo, come ha annunciato il premier Giuseppe Conte, è comunque pronto a tornare in Parlamento per richiedere un nuovo scostamento di bilancio. E anche questo sarà oggetto del confronto nel corso del vertice di maggioranza in corso a Palazzo Chigi. Nella risoluzione approvata alla Camera i partiti della maggioranza hanno chiesto di ricorrere a un nuovo aumento del deficit.

Di fatto con l'ultimo scostamento approvato a luglio il Parlamento ha già autorizzato uno sforamento del deficit fino all'11,9%. Uno spazio che potrebbe quindi essere utilizzato modificando i saldi della Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza con una procedura parlamentare piu' semplice dello scostamento.