Il 'cessate il fuoco' in Siria è già stato violato?

Nonostante la tregua di cinque giorni annunciata da Ankara, ci sono "sporadici combattimenti" a Ras al-Ain, città al confine tra Siria e Turchia. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i Diritti umani. Anche i curdi sostengono che la Turchia continua a sparare colpi di artiglieria. Una fonte delle Forze democratiche siriane (Sdf), la coalizione di arabi e curdi che ha combattuto la guerra contro l'Isis insieme agli Stati Uniti, ha confermato che "i colpi di artiglieria turca continuano" anche questa mattina. 

"I bombardamenti aerei e i colpi di mortaio hanno ucciso 14 civili a Bab el Jeir e nelle città vicine", ha affermato Rami Abdel Rahman, capo dell'Ong. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che l'esercito turco ha catturato 195 terroristi dell'Isis fuggiti dalla prigione di Ras al Ayn. "Purtroppo le milizie Ypg ci risulta abbiano liberato circa 750 terroristi dell'Isis. Il nostro esercito ne ha arrestati 195 fino a questo momento", ha dichiarato il presidente turco. 

Iniziato il ritiro dell'Ypg

Il cessate il fuoco era stato annunciato giovedì in serata dopo l'incontro tra Erdogan e il vicepresidente Usa, Mike Pence. "Il ritiro - ha spiegato ieri Pence - è già iniziato e andrà avanti. Ypg ci ha garantito che lascerà l'area. La priorità di entrambi è stata quella di evitare la morte di innocenti. L'intesa tra i nostri due Paesi è totale e ora lavoreremo insieme alla costituzione e alla gestione della safe zone". 

Intanto nella notte in Siria è cominciato il ritiro curdo in base all'intesa pe runa tregua siglata tra Washington e Ankara. Entro 120 ore, ovvero cinque giorni, le milizie Ypg in Siria si ritireranno dal confine con la Turchia. Una volta concluso quello curdo, sarà la volta del ritiro turco dall'area.

"La Turchia - ha aggiunto - ha accettato di non effettuare alcuna operazione militare verso Kobane. Abbiamo trovato un'intesa per risolvere l'impasse in maniera pacifica. Con la Turchia condividiamo la stessa idea di lotta all'Isis, e proseguiremo su questa strada allo stesso modo condividiamo la necessità di garantire il ritorno dei civili nella regione e favorire la convivenza tra le minoranze presenti nella medesima area".

L'Onu indaga sull'uso di armi chimiche

L'organizzazione per la proibizione delle armi chimiche ha avviato una indagine sull'eventuale uso di armi chimiche in Siria. "Stiamo raccogliendo informazioni", ha fatto sapere l'Organizzazione dell'Onu secondo il Guardian, in riferimento alle accuse formulate dai curdi, secondo cui Ankara ha usato il fosforo bianco. Erano stati i medici curdi a riferire di ferite causate da "armi sconosciute" su sei pazienti a Hasakah all'inizio di questa settimana. 

Era stato un esperto di armi chimiche britannico a girare all'organizzazione la foto di un ex collega in cui si vede un bambino il cui petto appare bruciato. "Si tratta, probabilmente, di fosforo bianco - ha spiegato al Guardian Hamish de Bretton-Gordon, responsabile del dipartimento militare britannico che si occupa di armi biologiche - ed è un'arma orribile, utilizzata normalmente durante la guerra civile siriana". Ankara ha ribadito che "non vi sono armi chimiche" e che, ha detto il ministro della Difesa, Hulusi Akar, questa e' una "invenzione dei curdi". Secondo Ankara la foto raffigura la vittima di un attacco chimico avvenuto in precedenza. 

Ankara: "Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo"

Ankara ha fatto sapere di aver raggiunto il proprio obiettivo, ovvero la costituzione di una safe zone profonda circa 30 km e in tutto di 480 km quadrati, sebbene le truppe turche e i loro alleati dell'esercito libero siriano abbiano al momento sotto controllo un'area di 220 chilometri quadrati: una superficie che corrisponde a meno della metà del territorio da cui Ankara era decisa a eliminare i miliziani Ypg. "Abbiamo ottenuto ciò che volevamo", ha detto il ministro degli Esteri, Mevlut Cavusoglu.

"Daremo a Ypg - ha spiegato - cinque giorni di tempo per abbandonar l'area, le armi pesanti di Ypg verranno ritirate e le loro postazioni verranno distrutte. L'area sarà messa sotto il controllo dell'esercito turco. Il nostro intervento potrà considerarsi finito solo quando tutti i miliziani Ypg avranno abbandonato l'area. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di liberare dai terroristi un'area profonda 32 km a est dell'Eufrate e costituirvi una safe zone. Gli Stati Uniti garantiscono che tutti i terroristi lasceranno l'area nelle prossime 120 ore". Concluso il ritiro, Erdogan ha fatto sapere che incontrerà il presidente russo, Vladimir Putin.

L'intesa Usa-Turchia è stata messa nero su bianco su un documento in 13 punti, e prevede, tra l'altro, il ritiro delle sanzioni attuali emesse da Washington contro Ankara. "Se Ankara avesse continuato ad attaccare il nord est della Siria sarebbe stata colpita da sanzioni pesantissime.

Con l'intesa raggiunta posso affermare che non ci saranno nuove sanzioni e il presidente Trump è d'accordo nel voler abolire le sanzioni attualmente applicate alla Turchia", ha detto Pence, in riferimento alle misure applicate alla banca turca Halkbank, accusata di aver aggirato l'embargo nei confronti dell'Iran.

"Un grande giorno per la civiltà"

"È un grande giorno per la civiltà", ha esclamato il presidente americano, anticipando per pochissimi minuti l'annuncio fatto dal suo vice. Trump ha assicurato che sia Ankara che i curdi sono "incredibilmente contenti", grazie all'intesa, raggiunta attraverso un "approccio non convenzionale, basato su un difficile amore". Stati Uniti e Turchia, afferma tra l'altro l'intesa, ribadiscono il rispettivo impegno per l'unità politica e l'integrità territoriale della Siria e il processo politico guidato dall'Onu, con cui si vuole porre termine al conflitto in base alla risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza del Palazzo di vetro. 

Nel frattempo, anche i leader dell'Ue hanno ribadito la loro richiesta alla Turchia di porre fine all'offensiva contro i curdi in Siria e di ritirare le sue truppe. L'Ue "condanna l'azione militare unilaterale della Turchia nella Siria nord-orientale, che causa inaccettabili sofferenze umane, mina la lotta contro Daesh e minaccia pesantemente la sicurezza europea. Il Consiglio europeo prende atto della pausa delle operazioni militari annunciata da Usa e Turchia ed esorta nuovamente Ankara a porre fine alla sua azione militare, a ritirare le sue forze e a rispettare il diritto internazionale umanitario. A seguito delle conclusioni del Consiglio del 14 ottobre 2019, ricorda che gli Stati membri hanno deciso di sospendere le licenze di esportazione di armi in Turchia" si legge in una dichiarazione dei 28 leader.

L'Unione europea, quindi, "resta impegnata ad affrontare efficacemente la grave crisi umanitaria e dei rifugiati, anche sostenendo gli Stati membri che si trovano ad affrontare le sfide piu' gravi in termini di flussi migratori nel Mediterraneo orientale".

Il cessate il fuoco in Siria "è un risultato postivo di per sé, adesso valuteremo meglio questa richiesta sulla 'safe zone'", ha commentato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte arrivando al Consiglio Ue.v"Il fatto di interrompere le operazioni militari e' sicuramente un fatto positivo - ha aggiunto Conte - adesso cercheremo di capire meglio le condizioni di questo cessate il fuoco".