Cosa sappiamo dell'attentato di San Pietroburgo

[Credtis: AP]

Ecco cosa sappiamo, al momento, dell’attentato a San Pietroburgo di lunedì 3 aprile 2017.

Un ordigno è esploso alle 14.30 (ora locale), su un treno in corsa tra le stazioni di Sennaya Ploshad e Tekhnologhicheski Institut. L’autista è riuscito a portare il convoglio fino a quest’ultima stazione, dove poi sono arrivati i soccorsi.

Un secondo ordigno è stato ritrovato in un’altra stazione della metropolitana, Ploshchad Vosstania.

Le vittime sono 14, i feriti circa 50. L’attentato non è ancora stato rivendicato, ma sull’autore del gesto circolano varie ipotesi.

Il principale sospettato è Akbarzhon Jalilov, nato nella città di Osh nel 1995, senza fornire altri dettagli. Jalilov è un cittadino kirghiso. L’informazione viene dai servizi di sicurezza del Kirghizistan (Gknb).

Le autorità russe confermano invece che la bomba nella metropolitana di San Pietroburgo potrebbe essere stata attivata da un uomo, i cui resti sono stati trovati in una delle carrozze dei treni. L’uomo sarebbe stato identificato, secondo quanto ha riferito la portavoce del comitato investigativo, Svetlana Petrenko.

In città sono stati dichiarati tre giorni di lutto. Il comitato investigativo della Federazione Russa ha inoltre elogiato la decisione del conducente di condurre il treno alla stazione di Tekhnologhicheski Institut. Ciò ha permesso ai soccorritori di salvare più vite.


Alla notizia dell’attentato sono seguite reazioni di solitarietà. Per l’Italia, il premier Paolo Gentiloni ha twittato: «Sgomento per l’attentato nella Metro. Solidarietà alle famiglie delle vittime. Italia vicina a Governo e popolo russo».

 

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