A cosa serve il mini taschino dei jeans?

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Non c’è chi non abbia un paio di jeans nell’armadio. E non c’è chi non si sia fatto almeno una volta qualche domanda su due caratteristiche tipiche del pantalone più amato di tutti. La prima: ma a cosa serve quel mini taschino infilato a destra nella tasca principale? La seconda: perché quel mini taschino è fissato da due piccoli bottoni metallici?

La prima domanda nasce perché effettivamente quel taschino non rappresenta il massimo della comodità. Eppure c’è, e a spiegarne il senso è stata proprio la Levi’s, cioè l’azienda produttrice di jeans più famosa al mondo. Il taschino è un’innovazione di fine Ottocento e nasce come “watch pocket”, ossia come sacca in cui riporre riporre gli orologi da tasca. I cercatori d’oro, invece, vi riponevano le pepite (quelle piccol). Con il tempo il taschino ha perso la propria funzione originale, e ha cominciato ad ospitare piccoli oggetti di ogni tipo: anzitutto le monete, ma c’è chi l’ha usato per infilarci bigliettini utili per copiare durante i compiti in classe. E anche chi, come raccontato da un celebre spot televisivo dei Levi’s 501, lo usava per tenerci i preservativi.

La seconda domanda - perché il taschino è fissato con due bottoncini - trova risposta nella “clientela” che un secolo e mezzo fa era solita indossare i jeans: operai e minatori. Si trattava quindi di pantaloni da lavoro, facilmente esposti al rischio di strappi e buchi. Intorno al 1871 fu proprio la moglie di un lavoratore a trovare la soluzione rivolgendosi a tale Jacob Davis, di professione sarto, cui chiese di creare un paio di denim più resistenti. La sua idea fu di fissare alcuni “chiodi” a forma di bottone nelle zone più esposte a possibili danni. Davis inventò insomma i cosiddetti “rivetti”, e poi contattò il signor Levi Strauss per disegnare insieme i nuovi e più forti jeans.

Un’ultima curiosità: spesso con jeans viene venduto un pezzetto aggiuntivo di stoffa. Il motivo è semplice: si tratta di un campione di tessuto utile per testare la reazione dei detersivi su quel tessuto particolare, e per verificare che, lavaggio dopo lavaggio, i colore del denim non sbiadisca rispetto all’originale.

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