Cosa si sono detti Draghi e Salvini durante l'incontro a Palazzo Chigi

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AGI - Mezz'ora da Mario Draghi per parlare delle misure per contenere la pandemia, degli interventi urgenti per contrastare il caro bollette e del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Sotto le braccia un pacco di formaggi lombardi della Valtellina, Matteo Salvini ha varcato la soglia di Palazzo Chigi per un faccia a faccia con il premier prima della pausa natalizia.

"Il presidente del Consiglio ha incontrato questa mattina a Palazzo Chigi il segretario della Lega - ha informato una nota di Palazzo Chigi, diffusa al termine dell'incontro -. Durante il colloquio sono stati affrontati temi legati all'andamento della situazione epidemiologica, al Pnrr e al caro energia. L'incontro è stato anche l'occasione per lo scambio di auguri in vista delle festività". Più o meno gli stessi contenuti sono stati veicolati dal comunicato inviato dalla segreteria leghista, che ha descritto come "cordiale" il clima dell'incontro.    

Uscendo dalla sede del governo, Salvini ha tenuto a sottolineare di avere espresso a Draghi "apprezzamento" per il lavoro svolto alla guida dell'esecutivo in carica da febbraio. E sostenuto di aver riscontrato nel premier "sintonia totale" sulla necessità di intervenire "a brevissimo" per "abbattere il costo di luce e gas". "Ne parlerò anche col ministro Cingolani: occorre intervenire rapidamente sulla parte di tasse di ogni bolletta", ha anticipato.    

"Non abbiamo parlato ovvviamente nè di Quirinale nè di beghe politiche. E' stato un incontro utile. Le interpretazioni su possibili ambizioni le lascio ai giornalisti. Io fino a gennaio di Quirinale non parlo", ha poi aggiunto il segretario leghista. Resta un fatto, però, che il colloquio è avvenuto nel giorno del vertice di centrodestra, prima del pranzo di coalizione, e all'indomani della conferenza stampa di fine anno nella quale il premier non ha escluso sue eventuali ambizioni quirinalizie. Ipotesi, quest'ultima, che è stata accolta con grande scetticismo da tutto il centrodestra, non solo da Salvini, ma anche da Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni.

Tutti negano, ma è difficile credere che Draghi e Salvini non abbiano parlato di Colle dopo la conferenza di ieri. D'altronde il capo della Lega potrebbe essere andato a Palazzo Chigi a confrontarsi con l'ex governatore della Bce per poi riferire più tardi agli alleati. Resta comunque nella Lega e in Forza Italia, quantomeno, grande prudenza rispetto all'ipotesi di un eventuale trasloco di Draghi al Quirinale.

Salvini e Berlusconi, anche se non lo dicono apertamente, appaiono contrariati all'idea di andare alle Politiche anticipate nel 2022, come vorrebbe l'altra alleata, Meloni. E il tema che sembrano aver posto ieri è quello della "necessaria continuità" di governo da assicurare in caso di elezione di Draghi al Colle e della nuova fisionomia di un nuovo esecutivo, a partire dalla ricerca di un 'sostituto' a Palazzo Chigi. 

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