Cosa significa per la Chiesa il Sinodo dell'Amazzonia

Il Sinodo dell'Amazzonia iniziato domenica in Vaticano, dice che mai come oggi il cuore della Chiesa palpita assieme al cuore del mondo. Quando scrisse la sua Enciclica Laudato Sì sull'ecologia integrale, cioè sulla cura di quella casa comune che è il mondo, era il 2015 e Greta Thunberg aveva 12 anni. Il Sinodo sull'Amazzonia ha lì le sue radici e verificare che si tiene - per pura coincidenza - nel mezzo degli Fridays For Future e degli "climate strike" merita una riflessione.

Quando il cristianesimo nacque duemila anni fa venne perseguitato fino al IV secolo, ovvero all'Editto di Costantino. Dopo di che, in modi e maniere diverse, divenne per l'Occidente, fino alla Rivoluzione Francese, la guida dell'Occidente. Ovviamente questa mia affermazione avrebbe bisogno di molte sfumature e di molte precisazioni, ma preferisco lasciarla così, nuda e cruda, perché mi sembra più efficace. Con la Rivoluzione Francese il cambiamento fu radicale. A partire dal 1789 la Chiesa, da protagonista della storia divenne l'antagonista della storia: anche qui ci sarebbero tante parole da usare ma credo sia giusto accettare un unico andamento - prima protagonista, poi antagonista - perché questa semplicità rende eloquente l'ultimo atto della Chiesa Cattolica: l'insignificanza.

Forse fa un po' male dirlo ma chiunque di noi può chiudere gli occhi e verificare che, nei suoi ricordi, la Chiesa Cattolica è quell'agenzia morale che viene nominata per le sue battaglie perse: quelle dei cosiddetti valori non negoziabili (ultima quella del suicidio assistito) che la società sommerge tranquillamente come una marea che sale e non si preoccupa delle pietre che rimangono incastrate nella sabbia.

L'arrivo di Papa Francesco consente per la prima volta l'inizio di un altro percorso: non protagonista, non antagonista, non insignificanza ma costruzione armonica con gli altri. Jorge Mario Bergoglio non si permette di mettersi a capo di nulla né contro nulla ma, come accade nelle orchestre jazz, suona il proprio strumento accordandolo al motivo di tutto il gruppo. E per fare questo "sente" la musica che palpita nell'aria.

Con il Sinodo sull'Amazzonia la Chiesa non vuole discutere se cambiare o meno il celibato sacerdotale, questione che riguarda l'infima parte della popolazione mondiale, ma vuole contribuire ad affermare che la questione ecologica riguarda tutti. Non è una questione di terra, di natura, di globo, ma è proprio la questione dell'uomo. La terra siamo "noi". È questione della realtà della nostra vita, quella quotidiana, perché noi siamo quello che mangiamo, che respiriamo e che guardiamo. 

Il Sinodo vuole dire, innanzitutto ai cattolici, che la questione ambientale deve diventare 'mia'. Nei giorni del discorso di Greta all'ONU nel leggere articoli e post di alcuni cattolici, nel sentire discorsi borbottati, mi sono profondamente vergognato. Ne girava uno con scritto in inglese: "milioni di ragazzi scioperano nel mondo per il clima, milioni di genitori vorrebbero che quei ragazzi stessero a casa". Ma come si può dire una cosa così sciocca? Per quale arrogante presunzione un cattolico "benpensante" può pensare che quanto avviene tra le mura di casa sua è il sentire di milioni di genitori del mondo? Conosco tantissimi ragazzi credenti che hanno convintamente partecipato al FFF e che hanno genitori totalmente concordi con loro.

Il Sinodo dell'Amazzonia è in primo luogo questo: un Sinodo sull'ecologia, sull'ambiente, sull'Amazzonia che brucia per avere denaro sporco, come ha detto questa mattina il Papa. O la questione ambientale diventa una mia questione personale oppure ogni discorso sul tema ecologia sarà politico, di una parte o di un'altra. Rispettare la terra è rispettare la casa, la vita, perché non esiste una vita senza una casa. Come non esiste una vita senza un corpo, non c'è vita senza casa. Per questo c'è il Sinodo per l'Amazzonia.