Cosa sono i Covid Party organizzati in Alto Adige

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In Alto Adige stanno organizzando dei Covid Party per riuscire a contagiarsi e ottenere il Green pass. Il racconto del fotografo Andrea Pizzini.

Covid party in Alto Adige: “Ci sono luoghi di contagio programmato”

In Alto Adige stanno organizzando dei Covid Party per riuscire a contagiarsi e ottenere il Green pass senza vaccinarsi. Sono un fenomeno che va avanti da circa tre mesi, da quando è entrato in vigore l’obbligo del certificato verde. “Nelle valli ci sono anche locali, bar, dove si entra liberamente e non è mai stato chiesta la carta verde. Si trovano anche lì dentro, non solo nelle case private. Il green pass li ha messi alle strette, alcuni quindi hanno deciso di prendere questa strada” ha raccontato Andrea Pizzini, fotografo freelance di Merano, che da mesi documenta quello che succede nella terapia intensiva di Bolzano e a volte anche di Merano, al Corriere del Veneto. “Stanno semplicemente insieme un paio d’ore a bere birra sapendo che non rispettando le distanze ci si contagia. O scelgono quei luoghi che diventano spazi di ‘contagio programmato’” ha spiegato.

Quando una persona viene contagiata, però, non sempre si ammala in modo asintomatico o leggero. Succede a volte che finisce in ospedale, come aveva già denunciato Patrick Franzoni, vice coordinatore dell’unità Covid della Provincia. “È stato un grave errore” ha spiegato in un’intervista a Pizzini. “Un altro mi ha detto ‘mi sono sbagliato”’ Ho pubblicato anche quella ma la sua famiglia mi voleva denunciare. Mi hanno detto di togliere il video. Avevo il permesso scritto di pubblicarlo ma ho parlato con il paziente e mi ha pregato di toglierlo per non entrare in guerra con la famiglia” ha spiegato il fotografo.

Covid party in Alto Adige: un fenomeno pericoloso

Il fenomeno dei Covid Party, particolarmente pericoloso, è conosciuto soprattutto nell’Alto Adige di Reinhold Messner, scalatore di 77 anni. L’uomo, che si è sottoposto alla terza dose in pubblico, ha spiegato che le sue zone sono quelle dove il fenomeno è più diffuso. Si tratta delle valli alpine dove abitano persone di madrelingua tedesca. Lo scalatore ha parlato degli Schuetzen, descrivendoli come coloro che si sentono i custodi dell’identità sudtirolese e ricordando che hanno invitato alla ribellione sanitaria. Hanno attaccato Arno Kompatscher, presidente della Provincia, che invitava i cittadini a vaccinarsi. “Testimonianze dirette di persone che l’hanno fatto non ne ho ma è molto chiaro quello che sta succedendo” ha commentato Pizzini, riferendosi ai Covid Party.

Il fotografo frequenta le terapie intensive, per documentare quello che sta succedendo. “Quanto senti di un Corona party in qualche zona dopo due o tre settimane tu vedi in corsia in pazienti di quella zona, a volte sono gli stessi che sono andati al party, più spesso i genitori o gli anziani che vivono con loro. Alla fine sono quelli che pagano il prezzo più alto” ha spiegato Pizzini al Corriere del Veneto. Il fotografo ha conosciuto tanti pazienti contrari al vaccino. “Almeno una trentina, alcuni ossigenati, altri in terapia intensiva. Una piccola parte dice che ha sbagliato ma non lo racconta in camera perché si vergognano o perché tutto il loro ambiente, famiglia, amici, è no vax. Sono sempre delle valli. Ammettere in camera che si sono sbagliati per loro significa mettersi contro tutto il loro mondo e non lo fanno” ha spiegato Pizzini.

Covid party in Alto Adige: i pazienti in ospedale

Non tutti i pazienti cambiano i loro pensieri. “Uno mi ha detto che in realtà aveva la polmonite ma i medici gli dicono che è Covid solo per fargli cambiare idea e fare propaganda” ha spiegato Pizzini. “Dicono ‘fatemi uscire dal letto, non intubatemi, mettetemi il letto in posizione feng shui perché se io muoio è colpa vostra perché non avevo la posizione corretta’” ha raccontato il fotografo, spiegando che ci sono pazienti che chiedono di mangiare cibo biodinamico, aggiungendo che il cibo dell’ospedale è veleno. “È proprio una mentalità da valle, è una questione di orgoglio di essere testardi” ha spiegato Pizzini. Le Procure sono pronte ad avviare indagini per epidemia colposa in caso vengano identificati i partecipanti a queste feste.

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