Cosa succederebbe se il mondo fosse dominato da sole donne? La serie tv "apocalittica" di Disney+

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(Photo: Screenshot)
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Immaginate un mondo in cui tutti gli uomini sono morti e sono rimaste solo le donne. È questo lo scenario apocalittico che fa da sfondo all’ultima serie tv proposta da Disney +, intitolata “Y: L’Ultimo uomo”. I primi tre episodi, disponibili dal 22 settembre su Star, il canale dedicato ad un pubblico di disneyani più adulti, hanno fatto già discutere. Il Guardian la demolisce, mentre in rete c’è chi si chiede se ci fosse davvero bisogno di una serie tv di questo genere. ”‘Y: L’Ultimo uomo’ si domanda cosa potrebbe accadere se le donne fossero al potere - scrive l’inglese iNews - e la risposta non è bella”.

La trama è incentrata sulla morte, improvvisa, a causa di un misterioso virus, di tutti i mammiferi di sesso maschile. In vita sono rimasti solo quelli di sesso femminile, e inspiegabilmente Yorick Brown, un mago. Insieme a Yorick (Ben Schnetzer) è sopravvissuta anche Ampersand, un esemplare maschio di scimmia cappuccina. L’uomo ha una sorella maggiore, Hero (Olivia Thirlby), paramedico dalla vita privata problematica. La madre Jennifer (Diane Lane) è invece una deputata del congresso. Il cast della serie è corale, e comprende altri personaggi, come l’agente 355 (Ashley Romans) e la figlia del defunto presidente degli Stati Uniti (Amber Tamblyn), dalle idee conservatrici. Prima dell’evento catastrofico, stavano affrontando un momento particolare della loro vita, ora dovranno affrontare un dopo ben più problematico, tra distruzione, sommosse, lotte di potere, legami sociali ormai messi in discussione.

La serie è ispirata a un fumetto del 2002, dal titolo omonimo, della DC Comics creato da Brian Vaughan e Pia Guerra, vincitore di un Eisner Awards, uno dei maggiori riconoscimenti in ambito fumettistico. Inevitabilmente è stato necessario riadattarlo ai tempi correnti, anche se i temi preponderanti sono sempre quelli della presa del potere da parte delle donne e dello sbilanciato rapporto di potere tra sesso maschile e femminile. Nel fumetto la scomparsa di tutti gli uomini porta a repentini mutamenti, che dimostrano le disparità esistenti nella società. Israele, che ha un esercito formato tanto da uomini quanto da donne, surclassa in potenza gli Stati Uniti. Quasi tutti i politici e i milionari muoiono. E siccome gli aerei sono pilotati per lo più da uomini, al momento dell’evento la maggior parte precipita.

Secondo la recensione pubblicata dalla giornalista Lucy Mangan sul Guardian, almeno le prime puntate sono una completa perdita di tempo. Non soltanto per la lentezza con cui si svolgono gli episodi. Ma per la pochezza sostanziale della trama. D’altronde, il futuro è nelle mani di un unico uomo, un “bamboccione”. “C’è qualcosa di inspiegabilmente irritante nel passare dallo schermo della televisione a quello del telefono e leggere i titoli di giornale della vita reale e non essere in grado di notare molta differenza tra la distopia e la realtà”, scrive la Mangan.

L’intenzione originaria dell’autrice dello show, Eliza Clark, era quella di prendere la definizione ‘se le donne fossero al potere regnerebbe la pace’ e gettarla via. “Non volevo creare una serie tv in cui gli uomini fossero contro le donne e viceversa. Ma raccontare come i sistemi oppressivi plasmino le nostre identità in modi che neanche realizziamo”. In effetti, ci sono alcuni personaggi - come Jennifer Brown che prende il posto del Presidente - che hanno interiorizzato l’idea del patriarcato. Brown è una donna divisa tra lavoro e famiglia, punita in un certo senso per le sue ambizioni. Indossa i tacchi e si aspetta che il suo staff - interamente femminile - sia sempre ben curato esteticamente. “Penso che sia interessante chiedersi: chi siamo senza i nostri oppressori? Diventiamo noi stessi oppressori? Non sono le persone, ma sono i sistemi a dover essere buttati giù”.

Per una lettrice o una spettatrice, immaginare un mondo in cui le donne sono sì al potere ma hanno perso i mariti, i fratelli, i figli, può creare un conflitto interiore, una battaglia tra il sentimento di trionfo e di dolore. Senza i #Metoo, senza più un “nemico” comune, le donne sopravvivono, cercano di collaborare l’una con l’altra per gestire la situazione e trovano un modo per convivere pacificamente. Almeno fino a quando non si scopre che Yorick è vivo, e non si riaccende in loro la speranza di poter riacciuffare la vita di prima. D’altronde, come afferma un altro personaggio della serie, “senza uomini non c’è futuro”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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