Cosa succederebbe se tutta la rete Internet crollasse all'improvviso

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Un giorno ti svegli e Internet non funziona. Rotto per te e rotto per tutti gli altri, in Italia, in Europa, nel mondo. Che succede?

L'apocalisse del web è un evento più probabile che l'apocalisse biblica: a che fare con i protocolli digitali e con gli errori umani, dunque la prevedibilità di un guasto è un fattore da considerare. Ma cosa potrebbe accadere nell'immediato? Oggi il web non è così pervasivo come si crede: per bagnare l'orto, per cucinare, per vestirsi e per fare l'amore internet non è affatto necessario. Sarebbe come tornare al 1990. O quasi.

Quella di Internet è una rete assai estesa e frammentabile, il che permette a determinate nazioni di chiudere il segnale internamente senza che i Paesi confinanti abbiano conseguenze. La possibilità che venga chiusa la rete Internet a livello globale è bassa. Tuttavia, meglio prepararsi.

Per una chiusura di un giorno, le conseguenze potrebbero essere diverse e non troppo estreme. Manager, informatici, giornalisti e tutti quelli che hanno un lavoro legato al web avrebbero un giorno di vacanza; per i professionisti e per gli artigiani potrebbe essere peggio, con qualche lavoro perso; ma avrebbero comunque la possibilità di essere contattati telefonicamente.

Per una chiusura più lunga l'impatto sarebbe molto profondo, su ogni strato della società. Sul medio periodo, tutti i posti di lavoro esistenti grazie al web verrebbero persi; sul lungo periodo la mancanza di digitalizzazione potrebbe dare ai nuovi disoccupati l'opportunità di riciclarsi in 'vecchie' mansioni scomparse per via del web (in particolare nel settore artigiano). Tutti i business basati sull'e-commerce diventerebbero inutili, e il mondo subirebbe un grande shock.

Immaginiamo infatti la caduta verticale di Amazon e di tutti i grandi marchi dell'acquisto online. I loro magazzini sarebbero pieni di merce impossibile da piazzare senza approntare un negozio in 'carne e ossa'. Un'altra conseguenza sarebbe la fermata repentina del fenomeno della globalizzazione: invece di comprare una scarpa in Cina, saremmo costretti a rivolgerci al negozio cittadino e attendere, perché senza il web il modello che vogliamo dovrebbe arrivare attraverso un ordine fatto telefonicamente, e gestito totalmente dalle persone anziché da una rete di computer. In questa situazione chi 'sa' fare sarebbe probabilmente molto contento: in mancanza di soluzioni online, le persone sono costrette a rivolgersi ai professionisti e agli artigiani locali.

Per quanto riguarda tutti i professionisti che mantengono i documenti in formato digitale su cloud connessi, l'unica cosa che possiamo dire è: 'buona fortuna, speriamo possiate sopravvivere'. Senza documenti, niente lavoro. Chi invece ha avuto il buon cuore di mantenere una copia dei documenti sul computer, saprebbe sopravvivere.

Il sistema bancario sarebbe decisamente in crisi per i primi giorni, con anche la possibilità di un blocco dei conti. Probabilmente sarebbe il settore con più fretta di risolvere il problema.

Dovresti comunicare attraverso la voce, dal vivo, e con chiamate telefoniche: senza WhatsApp, SMS, email non ci sarebbe più alcun modo di avere uno scambio informativo digitale. Niente più social network, con l'addio a Facebook, Twitter e compagnia: per gli eventi a cui partecipare bisognerebbe tornare alla vecchia agenda.

Il settore dei trasporti sarebbe totalmente rivoluzionato. Se hai un'auto vecchio stile nessun problema, salvo che per i semafori cittadini gestiti online. Il sistema aeroportuale sarebbe in tilt totale, e il settore della logistica dovrebbe tornare alle vecchie basi.

In definitiva, l'economia globale soffrirebbe nell'immediato un chiaro collasso. Per garantire acqua e cibo a tutti ci sarebbe bisogno di usare il caro vecchio telefono, con un certo panico iniziale. Sul lungo periodo, tutto bene: il mondo si reggeva in piedi benissimo anche prima del world wide web, no?

Lati positivi? Il ritorno ai libri, ai quotidiani e al giornalismo d’inchiesta, al tempo libero vero, a una ricerca più approfondita della conoscenza, all’artigianato e ai mestieri, a una dimensione più locale. E le parole, dette dal vivo, tornerebbero centrali (senza più haters).