Cosa vede di noi Facebook quando non siamo su Facebook

REUTERS/Dado Ruvic/Illustration/File Photo

Facebook sa quali sti visitiamo e tiene traccia delle nostre informazioni anche quando non siamo su Facebook. Il comunicato che spiega che cosa succede ad alcune informazioni su di noi quando navighiamo online su siti che non sono Facebook è stato diffuso dallo stesso social network. L’intento è quello di fare chiarezza dopo che il ceo, Mark Zuckerberg, aveva risposto in maniera evasiva su questa questione, durante l’audizione al Senato Usa.

I tasti “Like”

Ci sono i tasti “Mi piace” disseminati in praticamente tutti i siti web che visitiamo. Esistono poi anche dei sistemi per registrarsi in un sito usando il riconoscimento di Facebook e gli strumenti di analisi del traffico generato dai siti e dagli annunci pubblicitari, in questo caso con linee di codice non visibili all’utente e presenti nell’impalcatura della pagina

Browser e server

Nel momento in cui si visita un sito, il proprio browser invia una richiesta al server (il computer che fa funzionare quello spazio web) nella quale è compreso un numero (indirizzo IP) che permette al server di capire a quale destinatario mandare le informazioni. In questo scambio, il server apprende di solito diverse altre cose: che tipo di browser si sta utilizzando (Chrome, Firefox, ecc) e con quale sistema operativo (Windows, iOS, ecc).

Come usa i dati Facebook

Facebook dice che nel caso dei tasti per condividere i suoi contenuti, o per iscriversi a un sito tramite il suo servizio di login, vengono registrati: indirizzo IP, browser, sistema operativo e l’indirizzo del sito coinvolto. Una bella mole di informazioni che finiscono nel database del social. Altre informazioni sul comportamento degli utenti sono raccolte tramite Facebook Analytics, uno strumento che permette ai siti e alle app di capire come sono usati.

Il tracciamento

Nel suo comunicato, Facebook spiega che il tracciamento garantisce anche una maggiore sicurezza degli utenti. Se per esempio qualcuno cerca di collegarsi tramite un sito al proprio account usando un IP da un paese diverso dal solito, Facebook può rilevare l’anomalia e chiedere verifiche in più prima di garantire l’accesso. Un sito che invia innumerevoli richieste in pochi minuti a Facebook può essere identificato come un bot, e quindi fermato prima che possa fare danni di altro tipo.