Cos'è Fortnite, il videogioco del momento che causa divorzi e problemi di dipendenza

Un ragazzo gioca a Fortnite in una fiera dedicata ai videogames (foto: Getty Images)

Il fenomeno Fortnite è attualmente nel picco della sua influenza. Il noto videogioco, che ha avuto un successo straordinario nel mondo, fa incetta di premi e di acquisti, con una delle due modalità di gioco, la Battle Royale, che ha coinvolto milioni di giocatori online.

Il videogioco, per chi non lo conoscesse, è uno ‘sparatutto in terza persona’. Ha due modalità di gioco, una nella quale si gioca in squadra per combattere gli zombie e salvare il mondo; l’altra è una gara di sopravvivenza in una sorta di arena, nella quale vince l’ultimo a rimanere in vita. Con il successo la platea dei giocatori si è allargata notevolmente, e ora iniziano a sorgere i problemi. Già: Fortnite è sviluppato in modo da creare facilmente dipendenza a chi ci comincia a giocare.

Bloomberg si è occupato di alcuni casi patologici che riguardano Fortnite. La dipendenza da videogioco è ora ufficialmente una malattia riconosciuta dall’OMS, e Fortnite è uno dei ‘virus’ più resistenti – con 150 milioni di giocatori che fanno fatica a staccarsi dallo schermo una volta entrati nell’arena.

La schermata di Fortnite sul telefono cellulare (foto: Getty Images)

Carson, 17 anni d’età, gioca 12 ore al giorno a Battle Royale, combattendo contro altre 99 persone online come lui. I genitori hanno provato a contenere la dipendenza, facendolo dormire di più, ma hanno dovuto gettare la spugna: “Avevamo fatto qualche progresso, ma è tornato alle vecchie abitudini“. Cam Adair ha 15 anni e per via della dipendenza da questo e da altri videogiochi ha addirittura lasciato la scuola per un lungo periodo. Ora ne è uscito e va nelle scuole a sensibilizzare gli studenti.

Il problema di Fornite” – spiega il giovane – “è che nella battaglia vince chi rimane vivo per ultimo dopo aver sconfitto 99 avversari. Se cominci a giocare e stai vincendo, quando i genitori ti chiamano per cena scoppia la terza guerra mondiale perché non vuoi perdere proprio in quel momento“.

Fortnite è un fenomeno anche economico e di merchandising: sono recenti diverse collaborazioni e crossover tra marchi, come nel caso dell’edizione speciale del Monopoli dedicata al videogioco (foto: Getty Images)

Diversi psicologi fanno notare che raramente si era mai visto un tale controllo sulla mente dei bambini come accade per Fortnite. La Epic Games Inc., azienda che produce il videogioco, aveva in passato lanciato qualche piccola campagna contro la dipendenza, ma dopo aver constatato che attorno al titolo Fortnite c’è un giro d’affari enorme, un miliardo di dollari, le bocche sono cucite.

A causa di Fortnite alcuni genitori hanno perso denaro dalla loro carta di credito, ‘hackerata’ dai figli per avere contenuti premium lanciati dai videogiochi. Nel Regno Unito Fortnite è stato citato in oltre 200 cause di divorzio. I giocatori professionisti di Baseball hanno avuto problemi al polso per il troppo gioco su Fortnite e ai giocatori di hockey su ghiaccio dei Vancouver Canucks è stato dato il divieto di averlo sul cellulare, per via dei ritardi agli allenamenti e per la mancanza di concentrazione sul campo.

Paul Weigle, uno psichiatra del Mansfield Center (Connecticut) segue da qualche tempo 20 ragazzi dipendenti da Fortnite e ha messo nero su bianco alcune regole per evitare di passare lo stesso loro destino. Raccomanda infatti ai genitori di non permettere ai figli di avvicinarsi ai videogiochi prima dei 10 anni, fissando immediatamente regole ferree sugli orari. Secondo Weigle l’evoluzione dei videogiochi porterà questo problema a diventare sempre più grande con il passare degli anni.

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