Cos'è la bradiaritmia, la condizione cardiaca che ha ucciso Astori

Davide Astori (LaPresse – Jennifer Lorenzini)

Secondo l’autopsia potrebbe essere con tutta probabilità una bradiaritmia la causa della morte prematura di Davide Astori, il Capitano della Fiorentina morto improvvisamente domenica scorsa, a soli 31 anni.

La bradiaritmia non è una malattia ma bensì una condizione cardiaca che si verifica in particolarissime condizioni. Nonostante Astori si sia prestato a numerosi controlli medici durante la sua carriera da atleta, nessun medico aveva rintracciato questa irregolarità nel suo comportamento cardiaco, e dunque non ha mai affrontato alcuna cura né si è mai sospettato di nulla – almeno allo stato attuale delle cose, visto che c’è un’indagine per omicidio colposo avviata dalla Procura di Udine.

Cos’è, dunque, questa condizione? Si tratta di un’aritmia che si caratterizza per un disturbo nella formazione o nella conduzione dell’impulso elettrico cardiaco. Questa aritmia avviene a bassa frequenza: il ritmo cardiaco si riduce talmente tanto da non essere più in grado di far ripartire i meccanismi fisiologici. Il cuore rallenta fino al blocco, e nel caso di Astori è avvenuto nel sonno. Accade raramente a persone in giovane età, ancor più raramente in persone con un fisico atletico, ma non sempre è rintracciabile ed è difficile trovare eventuali cause esterne.

In condizioni normali l’impulso elettrico si genera nel nodo seno atriale e viene condotto attraverso gli atri e in seguito ai ventricoli mediante il nodo atrioventricolare e il sistema di conduzione intraventricolare specializzato (fascio di His). L’impulso elettrico può fermarsi all’origine, nel nodo seno atriale, oppure subire un disturbo durante la sua conduzione: in questo caso si parla appunto di bradiaritmia.

I disturbi bradiaritmici possono associarsi a sintomi come debolezza, affaticabilità, capogiro, lipotimia o sincope. Solo che Astori non aveva avuto particolari problemi fino alla tragica notte di Udine.

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