Cosenza, cane torturato e ucciso dal suo padrone

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Praia a Mare cane
Praia a Mare cane

Un gesto ignobile, crudele e disumano: così a Praia a Mare, località in provincia di Cosenza, un uomo ha torturato un cane, fino a ucciderlo. Il colpevole è un uomo in evidente stato di alterazione, che prima ha insultato e minacciato i passanti, poi si è scagliato contro il proprio cane.

Praia a Mare, cane torturato e ucciso: la dinamica del triste episodio

Un episodio tragico ed efferato al quale hanno assistito diversi passanti, che hanno potuto testimoniare e raccontare l’accaduto. Le persone presenti prima sono state insultate dall’uomo, poi hanno assistito alla scena.

Dopo i casi e le immagini di violenza efferata provenienti dal Festival di Yulin, una nuova storia straziante arriva dalla Calabria. Dopo aver insultato i passati, un uomo ha trascinato il suo cane sulla spiaggia di Fiuzzi, dove lo ha lanciato più volte in mare, non permettendogli di riprendere fiato. Il cane è così morto soffocato per volontà del suo stesso padrone, che avrebbe dovuto amarlo e accudirlo.

Praia a Mare, cane torturato e ucciso: denunciato il padrone

Sono state le persone presenti ad aver allertato i soccorsi. Così sul posto sono arrivati i Carabinieri di Scalea e la Polizia Locale.

Purtroppo per il cane non c’è stato nulla da fare. Gli agenti hanno immediatamente fatto scattare la denuncia per l’uomo, con l’accusa di uccisione di animale.

Praia a Mare, cane torturato e ucciso: il commento di LNDC Animal Protection

Piera Rosati, presidente nazionale LNDC Animal Protection, ha parlato dell’accaduto come “un fatto sicuramente sconvolgente, soprattutto per la modalità, ma purtroppo non sorprendente“.

In particolare, Piera Rosati ha dichiarato: La violenza sugli animali è all’ordine del giorno nel nostro Paese. Infatti, siamo coinvolti in centinaia di processi in tutta Italia per reati di questo tipo. Apprezzo la dura presa di posizione dell’amministrazinone comunale e il rapido intervento delle forze dell’ordine, perché spesso questi avvenimenti non sono presi nella giusta considerazione da parte delle autorità. Si tratta, invece, di reati molto gravi che andrebbero puniti in maniera aeguata, perché le persone che li compiono rappresentano un pericolo non solo per gli animali ma per tutta la società. Ovviamente abbiamo sporto anche noi denuncia contro questo vile individuo e ci costituiremo parte civile nel processo”.

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