Cosenza, falso olio bio: arrestato ex consigliere Regione Calabria

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Roma, 20 dic. (askanews) - Con un'operazione chiamata "Mosca bianca" i finanzieri del Comando Provinciale di Cosenza hanno arrestato 2 persone (tra cui un ex consigliere della Regione Calabria ed ex sindaco di Amantea), per i reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, frode nell'esercizio del commercio, trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio, calunnia e tentata estorsione.

In particolare, l'indagine delle Fiamme Gialle di Paola ed Amantea ha consentito di raccogliere un grave quadro indiziario nei confronti degli indagati (padre e figlio, entrambi residenti ad Amantea) i quali, nell'esercizio di un'azienda agricola, hanno commercializzato 41.860 kg di olio dichiarato essere falsamente proveniente da agricoltura biologica, in quanto ottenuto mediante l'impiego di fertilizzanti e pesticidi vietati in tale tipologia di produzione agricola.

I due, infatti, tramite attestazioni mendaci ed occultamento delle fatture di acquisto dei prodotti chimici non ammessi che venivano sistematicamente utilizzati nei campi, traevano in inganno l'organismo certificatore del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, ottenendo il rilascio dell'attestato di operatore agrobiologico, grazie al quale potevano immettere sul mercato il falso olio biologico traendone un profitto di oltre 150.000 euro, oltre che percepire specifici contributi dall'Unione Europea e dalla Regione Calabria per circa 114.000 euro.

Il profitto dei reati, tramite una serie di operazioni finanziarie abilmente concepite per dissimularne l'origine delittuosa, è stato poi reimpiegato per acquistare un compendio immobiliare nel comune di Serra d'Aiello, nell'ambito di un'asta fallimentare, e per finanziare un centro di accoglienza per immigrati.

Le indagini hanno inoltre permesso di ricondurre la proprietà di fatto sia dell'azienda agricola, che degli immobili successivamente acquisiti, all'ex consigliere regionale, già colpito in passato da misura di prevenzione patrimoniale.

La Finanza ha infine sequestrato il 50% del complesso immobiliare a Serra d'Aiello, denaro ed altre utilità nella disponibilità degli indagati.