Cosmo-SkyMed Second Generation, Leonardo ancora protagonista -2-

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Roma, 18 dic. (askanews) - Leonardo è anche responsabile della gestione delle complesse attività di messa in messa in orbita e testing del satellite il cui quartier generale è la sala LEOP (Launch and Early Orbit Phase) presso il Centro Spaziale del Fucino della controllata Telespazio (67% Leonardo, 33% Thales).

Luigi Pasquali, Coordinatore delle attività spaziali di Leonardo e amministratore delegato di Telespazio ha dichiarato: "Il satellite completerà la fase LEOP tra una settimana. Per rendere possibili queste cruciali attività di LEOP, recentemente è stata rinnovata una sala con nuove tecnologie e capacità potenziate, che costituirà un asset fondamentale per questi servizi. Telespazio è l'unico operatore privato in Europa in grado di gestire la fase LEOP di una missione satellitare".

Leonardo, inoltre, - spiega una nota - ha contribuito al satellite CSG-1 fornendo i sistemi cruciali per l'alimentazione di bordo: i pannelli fotovoltaici (PVA) in fibra di carbonio (8 per satellite con circa 5000 celle solari) e le sofisticate unità elettroniche per la gestione, trasformazione e distribuzione ai sistemi e sottosistemi di bordo, della luce del sole. Il satellite sarà inoltre orientato e mantenuto nella corretta orbita con l'aiuto dei sensori di assetto stellare (A-STR) di Leonardo. Ogni satellite ha a bordo 2 sensori che, come delle bussole, contribuiscono a guidare ed orientare il satellite nello spazio. Il lancio del secondo satellite Cosmo-SkyMed avverrà a distanza di un anno dal primo.

Cheops, missione sviluppata dall'ESA in collaborazione con la Svizzera, è invece la prima missione dell'Agenzia dedicata allo studio degli oltre 4000 esopianeti già scoperti. Su commessa ASI, Leonardo ha progettato e realizzato gli "occhi" del satellite che graviterà a 700 km dalla Terra. Insieme ai ricercatori di INAF Padova e Catania e al contributo di piccole e medie imprese, Leonardo ha curato la realizzazione del sistema ottico del telescopio, il quale garantirà la possibilità di studiare da più vicino, per circa tre anni e mezzo, i pianeti di altri sistemi solari, alla ricerca delle loro caratteristiche scientifiche.

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