Cossiga-Andreotti, colloquio immaginario sulla crisi

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Questa crisi è grottesca: a chi chiede le elezioni viene dato del fascista; chi vuole impedirle è trattato come un vero democratico. Se Mattarella benedice Pd-grillini e Leu vara il governo più comunista della storia repubblicana. Sul 'Tempo' Luigi Bisignani ha immaginato un colloquio 'in paradiso' tra Giulio Andreotti e Francesco Cossiga del quale sabato ricorreva il nono anniversario della morte che nessuno, commenta l'editorialista del quotidiano romano, fatto salvo l'editore dell'AdnKronos Pippo Marra, si è ricordato di celebrare.  

"Per l'anniversario della mia dipartita - osserva l'ipotetico Cossiga a cui Bisignani dà la parola - l'unico a ricordarsi Pippo Marra con una messa a Crotone". Andreotti commenta: "Già, Marra... uomo di grande intuito! Parla soprattutto con le sopracciglia, è stato il primo in Italia a scommettere su Bill Gates". Tornando alla crisi e alle possibili soluzioni, i due esponenti della Dc danno qualche suggerimento al presidente della Repubblica, accompagnato da qualche riflessione. "Mattarella - osserva Cossiga - stia attento alla Lega. Se benedice Pd, grillini e Leu sarebbe il governo più comunista della storia repubblicana". Per Andreotti "questa crisi è grottesca".  

"Salvini che chiede le elezioni - commenta Cossiga - diventa fascista, mentre gli altri che non le vogliono, perché altrimenti vanno a casa, sono diventati democratici e illuminati. Ma se non c'è un accordo esplicito tra grillini, Pd e Leu che non diventi solo un'accozzaglia di potere, Mattarella, per come lo conosco, non può che sciogliere le Camere".  

Il Divo Giulio, sembra consentire: "Da sempre, quando un partito importante chiede di andare al voto, le elezioni bisogna indirle. Invece qui oggi è tutto rovesciato e Salvini da lepre diventa gambero...".  

Il presidente emerito non esclude una manovra di Palazzo orchestrata dal Pd: "I miei ex amici comunisti sono dei fenomeni a voler andare al potere senza elezioni (...) magari mettendo Raffaele Cantone come premier, per placare la piazza e poi eleggere un altro catto-comunista al Quirinale". Mattarella, chiosa Andreotti, "come tutti i Presidenti, ci riproverà" a candidarsi al Colle.