**Cossiga: Gargani, 'dimissioni istituzionali ma anche polemiche per non essere compreso'**

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Roma, 23 apr. (Adnkronos) – "Cossiga era scrupoloso, era alla fine del mandato e riteneva che sul piano istituzionale dovesse iniziare una legislatura con un nuovo Presidente. Però c'era indubbiamente anche un filo di polemica con il suo partito d'origine, la Democrazia cristiana". Così Giuseppe Gargani, ex parlamentare Dc, ricorda all'Adnkronos le dimissioni di Francesco Cossiga da Presidente della Repubblica, annunciate in un videomessaggio il 25 aprile di trent'anni fa.

"Sicuramente una sorta di ultimo appello, di testamento -ricorda ancora Gargani-. È stato infatti il più avvertito e sensibile tra tutti i leader democristiani a capire che occorreva una presa d'atto della situazione diversa delle istituzioni, della società e che quindi erano necessarie riforme adeguate, perchè i partiti, a cominciare proprio dalla Democrazia cristiana, potessero continuare ad essere interpreti della società italiana".

"Cossiga però -conclude Gargani- si mostrava scettico, pessimista e negativo, perchè vedeva, ed aveva ragione, che quella classe dirigente, sia pure di altissimo livello, era sorda e non aveva capito che finiva una storia e ne cominciava un'altra".

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