Cossiga, la politica lo ricorda a 11 anni dalla morte

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A 11 anni dalla morte, avvenuta a Roma il 17 agosto del 2010, il mondo politico e la 'sua' Sardegna ricordano e commemorano il presidente della Repubblica emerito Francesco Cossiga, esponente politico di razza, arrivato ai massimi livelli del cursus honorum senza mai dimenticare la sua terra e le sue radici.

Deputato dal 1958 al 1983, poi senatore; sottosegretario, ministro dell'Interno durante i drammatici giorni del sequestro Moro; presidente del Consiglio, del Senato, fino a ricoprire il più alto incarico istituzionale, quello di Presidente della Repubblica (venne eletto al primo scrutinio con la cifra record di 752 voti su 977), Cossiga si guadagnò l'appellativo di 'picconatore' negli ultimi due anni al Quirinale, quando, dopo la caduta del Muro di Berlino, capì che Dc e Pci avrebbero subito gravi conseguenze dal mutamento radicale del quadro politico internazionale, e, convinto che i partiti e le stesse istituzioni si rifiutassero di riconoscerlo, iniziò una fase di conflitto e polemica politica, spesso provocatoria, che portò a fare di lui il 'grande esternatore'.

"Esponente Dc e già ministro e Presidente del consiglio, a 57 anni è il più giovane Presidente della Repubblica italiana", così lo ricorda oggi la Camera dei Deputati su twitter, pubblicando una foto che lo ritrae con Nilde Iotti e ricordando che i suoi interventi alla Camera sono consultabili su http://biblioteca.camera.it. "Undici anni fa moriva Cossiga picconatore ed ex presidente della #repubblica. Si era fatto tanti nemici soprattutto perché aveva messo in chiaro i grandi problemi della Giustizia e individuato le soluzioni", scrive Enzo Carra su twitter.

Il presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Michele Pais, sceglie uno dei momenti più emblematici della vita politica del ‘Picconatore’ per ricordarlo: quando, il 28 aprile del 1992, Cossiga si dimise dalla Presidenza della Repubblica, per evitare all'inizio dell'undicesima legislatura l'ingorgo istituzionale, legato all'elezione del suo successore e alla nascita del nuovo governo. L'annuncio in un discorso televisivo di 45 minuti, pronunciato simbolicamente il 25 aprile, Festa della Liberazione. "Si rivolse ai giovani - scrive Pais sui social - e chiese loro di amare la Patria, di onorare la Nazione, di servire la Repubblica, di credere nella libertà e di credere nel nostro Paese. Sono parole attualissime che meritano di essere riscoperte e apprezzate".

Anche l’europarlamentare di Fratelli d’Italia, Stefano Maullu, di origini sarde, affida ai social la sua commemorazione del Presidente, richiamando lo stesso invito rivolto ai giovani: "Non era come gli altri, posso dirlo per averlo conosciuto in più occasioni". Le parole del ’92 "sono più che mai attuali, in un’Italia che deve ripartire in maniera diversa e investire sui giovani. Soffermarsi su queste parole oggi, nell’anniversario della sua morte, è la maniera migliore per ricordarlo. Riposa in pace Presidente".

Andrea Da Passano, giovane 'cossighiano' curatore del volume in uscita “Una vita per la Patria” dedicato alla figura del presidente emerito, ne ricorda "la disarmante lungimiranza: da quanto avviene in queste ore nel drammatico scenario dell’Afghanistan passando per le lotte interne alla magistratura fino al ruolo preponderante assunto da Mario Draghi". "Si avverte ogni giorno di più la mancanza della sua voce sempre autorevole - dice Da Passano - Cossiga fu infatti un uomo del suo tempo, figlio di valori e di una solida formazione intellettuale che oggi sono certamente difficili da ritrovare, ma con una mente costantemente proiettata al futuro e una visione globale capace di sovrastare qualsiasi steccato, a cominciare da quelli ideologici". "Una figura davvero unica nel panorama nazionale ed internazionale degli ultimi cinquant'anni - conclude - Un gigante, ben oltre i confini di quella nostra Patria a cui presidente Cossiga ha dedicato l'intera vita".

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