Costa Concordia: la scatola nera inchioda Schettino

Ieri sera Francesco Schettino ha dato spettacolo su Quinta colonna, il programma condotto da Salvo Sottile in onda in prima serata su Canale 5: all'interno della trasmissione, infatti, è stata mandata in onda un'ampia intervista all'ex comandante della Costa Concordia.

Approfittando del mezzo televisivo, Schettino ha tracciato un'ampia difesa del proprio operato, ma spiegato perché ha deciso di rilasciare l'intervista dicendo: «Non avevo tanta voglia di parlare ma lo faccio per rispetto al pubblico». E in questo suo rispetto ha ritenuto di spiegare che si sente una vittima (degli eventi? Della stampa? O di cos'altro? Non ci è dato saperlo). Sappiamo, piuttosto, che ha dichiarato: «Questa cosa che è successa, che è un sentimento indescrivibile, è ben minore dell'affetto di una madre che perde una bimba sicuramente, è incommensurabile. Però la perdita della nave per un comandante è qualcosa...non esiste un metro di dolore».

Infine, commentando la celeberrima telefonata col comandante Gregorio De Falco, ha spiegato che quegli ordini impartiti in quella maniera così violenta non gli fecero nessun effetto. Perché lui, Schettino, stava «facendo una cosa molto più importante»: coordinava l'unità di crisi. Una "crisi", o meglio, un affondamento che però, secondo le ricostruzioni che emergono senza troppa possibilità di errore, dall'esame della scatola nera, è imputabile proprio a lui. A Francesco Schettino.

Infatti, stando a quanto emerge dall'esame della scatola nera – che pure, a causa di un'avaria, non avrebbe registrato quanto accaduto dopo l'abbandono della nave – è proprio alle 21.39 di quel drammatico 13 gennaio che inizia la sequenza di eventi che farà naufragare la Concordia. Lo spiega la Guardia di Finanza che ha terminato l'esame degli strumenti di rilevazione per proporre le proprie osservazioni nel corso dell'esame dell'incidente probatorio. La sequenza di eventi sarebbe stata scatenata, naturalmente, proprio dalla decisione di Schettino di passare ai comandi manuali per l'ormai celeberrimo inchino (che dovrebbe essere vietato, oggi, ma al quale, come noto, si comincia a ritornare per ragioni turistiche, grazie a ordinanze-deroga).

E' il Corriere della Sera a rivelare che le carte processuali descrivono il «punto di non ritorno» alle 21.43, quando ormai l'ex comandante aveva controllo dell'imbarcazione: due minuti dopo, l'impatto e l'acqua che comincia a entrare dalle paratie.

Se il dibattimento processuale confermerà questa versione dei fatti, la difesa a oltranza di Schettino, passata anche attraverso il mezzo televisivo, non avrà più alcun senso di esistere.

Yahoo! Notizie - Le telefonate che incastrano Schettino

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