Ammutinamento sul Concordia

Un vero e proprio ammutinamento. Più passano le ore, più si delinea cosa è veramente successo a bordo del Costa Concordia la notte tra venerdì 13 gennaio e sabato 14. Il Corriere della Sera racconta di una sorta di rivolta da parte di alcuni ufficiali di seconda. Stando alle ricostruzioni, i membri dell'equipaggio avrebbero preso i passeggeri dalle cabine, preparato le scialuppe per lasciare la Concordia, tredici minuti prima della comunicazione di «abbandono nave» ricevuta dalla Guardia costiera: prima, cioè, dell’ordine del comandante Schettino. «Disobbedire» agli ordini è uno dei più grandi disonori che un comandante può subire. Ma, visti i dettagli che stanno emergendo, probabilmente il comportamento dell’equipaggio non è stato certo sbagliato.

I sub dentro la nave: le foto

I finanzieri sono arrivati alle 22.35 a bordo della nave e hanno ripreso con le videocamera quel che stava accadendo. Se Schettino avesse dato subito l'ordine di evacuazione, come riporta il quotidiano di Via Solferino, ascoltando gli ufficiali che lo imploravano di farlo, avrebbe avuto almeno un'ora e mezzo di tempo a disposizione per l'evacuazione. E avrebbe, probabilmente, salvato qualche vita in più.

La bambina e la sposa: i dispersi del Concordia

Invece, le telefonate con la Guardia Costiera stanno rivelando una serie di errori e di colpe piuttosto gravi del comandante. Accuse tutte da verificare, certo. Ma nelle ultime ore emergerebbe un’ulteriore particolare: la manovra finale che avrebbe consentito alla nave di avvicinarsi agli scogli, facilitando lo sbarco dei passeggeri, non sarebbe stata l’unica decisione sensata del comandante, ma un puro frutto del caso. La Costa Concordia, dopo lo schianto, era infatti completamente ingovernabile.

“Sono ancora a bordo: venitemi a salvare”

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