Costanza Rizzacasa d'Orsogna: "Il disturbo alimentare ti mangia la vita"

Costanza Rizzacasa d'Orsogna: "Il disturbo alimentare ti mangia la vita"

Palermo, 27 feb. (Adnkronos) – "Il disturbo alimentare ti mangia la vita, tutto quello che mangi diventa un'ossessione. Ti condiziona. E io, con questo romanzo, volevo fare vedere tutto questo dolore". Costanza Rizzacasa d'Orsogna, giornalista e scrittrice, non ha avuto paura di raccontare in un libro ('Non superare le dosi consigliate', Guanda, 250 pagg., 18 euro), il suo difficile rapporto con la grassezza che aveva fin da bambina, quando la mamma le dava le compresse di lassativo a cena pensando di farle perdere peso. Ha prestato il suo vissuto alla protagonista del libro, che si chiama Matilde, una ragazza con disturbi alimentari. Cresce vedendo la sua mamma vomitare tutti i giorni. Un libro "molto crudo", come lo definisce lei. "E' chiaramente un'opera narrativa, un romanzo – spiega in una intervista all'Adnkronos – Se da un lato, ho scelto il tono che si addiceva a me, dall'altro lato pur non essendo un manifesto ma un romanzo, è chiaro che una certa parte di denuncia c'è. Volevo denunciare il dolore, innanzitutto, delle persone che vivono tra un disturbo alimentare e l'altro, le persone che sono affette da un disturbo alimentare che condiziona la loro vita".

"Volevo fare vedere questo dolore e il dolore delle persone obese, affette dal 'binge eating', che è il disturbo delle abbuffate incontrollate. Ci possono essere motivi genetici o psicologici. E questo è un disturbo molto più diffuso di quanto non si pensi. Non solo nella società americana, ma anche da noi. Molto superiore all'anoressia e alla bulimia". "Ma- denuncia – non se ne parla. Siamo sempre portati a parlare di anoressia. Nel libro, la mamma di Matilde è bulimica ma né la mamma né Matilde sanno che è bulimica. Negli anni Settanta non se ne parlava e tante cose non ci sapevano".

Costanza Rizzacasa d'Orosgna, siciliana di origine, sottolinea che il titolo 'Non superare le dosi consigliate' è "fortemente ironico perché in questo libro le dosi si superano eccome". "Ed è anche la summa di tante cose, chiaramente tutta la vita del mio personaggio supera le dosi consigliate, con l'amore, con l'odio, con il cibo". La vita di Matilde e del fratellino più piccolo Leo è stata "fortemente condizionata" da una madre bulimica e così quando la piccola Matilde inizia a prendere peso, la madre comincia a darle i lassativi. Tanti, tantissimi lassativi. "Ma cosa succede a una bambina a cui dai un blister intero di lassativo? Che finirà per perderli per tutta la vita". "Tra l'altro Matilde ha amato così tanto la propria madre che ha innescato un circolo vizioso – dice Costanza Rizzacasa d'Orsogna – e se smette di prendere i lassativi è come se tradisse la propria madre". "Volevo fare vedere questi errori enormi – dice – ma non c'è rancore in Matilde".