Costituzionalista Scaccia:bis Mattarella scardina Costituzione

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Roma, 9 gen. (askanews) - "Resto convinto che il raddoppio del mandato presidenziale sia per piu' versi inopportuno sul piano istituzionale. E ritengo anzi che dovrebbe essere espressamente escluso, nonostante la forma del dettato Costituzionale che non lo esclude e l'effettività costituzionale introdotta dalla rielezione di Napolitano".

Il costituzionalista Gino Scaccia, ordinario di diritto costitiuzionale all'Università di Teramo, si schiera apertamente contro il bis al Quirinale di Sergio Mattarella, argomentando nero su bianco in dottrina sulla rivista di diritto Nomos le ragioni per le quali l'ipotesi non dovrebbe a suo giudizio essere considerata costituzionalmente ammissibile, neppure dopo il bis di Giorgio Napolitano che ha infranto la prassi costituzionale della non rielezione al Quirinale durata dal 1948 fino al 2013. Pena, a suo giudizio, l'approdo a un presidenzialismo di fatto non compatibilmente con poteri e configurazione attuale del ruolo del Capo dello Stato nella nostra Costituzione.

"La rielezione di Napolitano, senza riguardo alle condizioni politiche eccezionali in cui e' maturata - sottolinea il prof Scaccia- e' stato un episodio che non andrebbe reiterato per tornare alla 'saggezza' della non rielezione invocata da Ciampi. Se il precedente fosse ripetuto, si potrebbe giungere non in via occasionale o episodica, ma strutturale, a far dipendere il ciclo presidenziale dal ciclo politico del Governo. E' oggi a tutti evidente che la scelta del nuovo inquilino del Quirinale e' condizionata in modo decisivo dall'impatto che potrebbe avere sulla sorte del Governo. Il ciclo del Governo condiziona la scelta presidenziale, orienta la scelta dei candidati e si spinge fino a caldeggiare - nonostante la ferma e piu' volte manifestata contrarieta' dell'interessato - la rielezione di Mattarella". Inoltre", la rielezione del capo dello Stato potrebbe alimentare e rafforzare le tendenze - da molto tempo in atto - a dilatare lo spazio e il ruolo del Quirinale facendolo fuoriuscire dalla funzione di garanzia politico costituzionale del corretto funzionamento del sistema, per esondare verso la compartecipazione attiva e strutturale alla direzione politica di governo in senso proprio". Anche perchè ", sette anni rappresentano un periodo congruo, nel quale si bilanciano in modo equilibrato l'esigenza di assicurare la continuita' nell'azione dello Stato e quella di garantire un rinnovamento delle piu' alte cariche dello Stato. Quattordici anni costituirebbero invece l'equivalente di quasi tre legislature. Un arco temporale troppo esteso, che, in presenza di una strutturale frammentazione del quadro politico, consentirebbe al capo dello Stato, unico punto fermo nel perenne e spesso vorticoso movimento delle costellazioni politiche, di accumulare una quota di potere personale, che nel contesto di una forma di governo debolmente razionalizzata, con poteri presidenziali a spettro largo e non sempre precisamente definiti nella loro estensione e nella loro imputazione sostanziale potrebbe squilibrare il rapporto fra Governo e Quirinale a vantaggio del secondo"

"Se invece il Presidente della Repubblica vuole restare un organo di garanzia costituzionale che trae la propria legittimazione proprio dalla sua 'non partisanship' e che svolge una funzione di garanzia attiva e di intermediazione politica in funzione e in vista dell'unita' costituzionale - avverte Scaccia- allora il ciclo politico del Governo non deve essere allineato al ciclo presidenziale. Se per due consecutivi settennati, invece, la designazione del Presidente fosse condizionata dalla scelta "del Governo" si aprirebbe la strada al costante e non piu' episodico allineamento fra legittimazione maggioritaria e legittimazione presidenziale".

"Consapevoli o meno che siano di ciò - conclude il costituzionalista- i fautori di questa soluzione, che per le ragioni illustrate" sembra quella che meglio si conforma al modello costituzionale, finiscono per portare argomenti suggestivi a sostegno del modello semi presidenziale o presidenziale tout court. Quale miglior modo, infatti, di allineare ciclo presidenziale e ciclo di governo che far eleggere direttamente il Presidente della Repubblica, collocandolo al vertice dell'Esecutivo?"

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