Franco Locatelli: "Costretti a rivedere la campagna vaccinale"

Luciana Matarese
·Giornalista
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Franco Locatelli (Photo: ANSA)
Franco Locatelli (Photo: ANSA)

I tagli e i ritardi nelle consegne annunciati prima da Pfizer e ieri AstraZeneca “richiederanno una rimodulazione della campagna vaccinale”, dice il professor Franco Locatelli. Il piano dovrà essere rivisto. Il “come” - sottolinea il presidente del Consiglio Superiore di Sanità - dipenderà innanzitutto dal responso dell’Ema sul vaccino di AstraZeneca, che avrebbe dovuto essere uno dei punti di forza della campagna di immunizzazione e rischia di diventarne anello debole. E dunque prima del 29 gennaio, il giorno del responso dell’Agenzia regolatoria europea sul farmaco della multinazionale britannica, non si potrà decidere nulla. Ma “non ci arriveremo impreparati. Si stanno già disegnando scenari ipotetici che verranno adottati o scartati in funzione di quella che sarà l’autorizzazione. La priorità resterà quella di tutelare i più fragili, le persone che rischiano di più”, avverte Locatelli. E non scarta l’ipotesi di prendere in considerazione, previa approvazione dell’Ema e pubblicazione degli studi clinici di fase 3, il vaccino russo, lo Sputnik V.

Professor Locatelli, le conseguenze che potrebbero derivare dai ritardi nelle consegne dei vaccini annunciati da Pfizer e AstraZeneca devono preoccuparci? Lei è preoccupato?

Dipende innanzitutto da quanta continuità nel tempo avrà la situazione comunicata da Pfizer. Se davvero la riduzione del 29% annunciata per la settimana appena conclusa e del 20% per quella che va a cominciare, non avrà ulteriori seguiti e i ritardi saranno ricompensati, il danno sarà limitato. Qualche disagio c’è già stato, penso alla Regione Lazio che avrebbe voluto iniziare a vaccinare gli ultra80enni e ha dovuto rinviare, ma se il ritardo non si protrarrà oltre i termini indicati dalla casa farmaceutica la situazione sarà recuperabile. Altrimenti...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.