COVID-19, Borrell: con Cina "battaglia narrativa"

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Roma, 24 mar. (askanews) - Sta di nuovo cambiando il clima in Europa attorno alla Cina, in questa lunga vicenda della pandemia COVID-19: dopo una prima fase di accuse nei confronti dell'approccio ufficiale negazionista sui focolai di epidemia, si è passati all'entusiasmo per Pechino che invia aiuti ai paesi europei colpiti dalla pandemia, Italia in primis. Ma ora a Bruxelles si cominciano ad avanzare dubbi e a esprimerli è il capo della diplomazia Ue Josep Borrell in un post sul blog dell'External Service, nel quale parla di una "battaglia globale narrativa" nella quale ci sono anche tentativi di screditare l'Ue.

L'articolo del ministro degli Esteri Ue ha un titolo abbastanza ampio e vago: "La pandemia di Coronavirus e il nuovo mondo che sta creando". Tuttavia all'interno di un articolo che pone questioni ampie, uno degli obiettivi più diretti è appunto la Cina.

"C'è una battaglia globale narrativi in corso in cui la tempistica è un fattore cruciale. A gennaio la cornice dominante era che questa fosse una crisi locale nella provincia di Hubei, aggravata dalla copertura dell'informazione cruciale da parte di ufficiali del partito cinese. L'Europa mandava molto equipaggiamento medico per aiutare le autorità cinesi che erano sopraffatte all'epoca", ricorda Borrell. "Da allora, la Cina ha messo sotto controllo le nuove infezioni locali portandole a cifra unica e ora sta inviando equipaggiamento e medici in Europa, come fanno anche altri. La Cina sta aggressivamente sostenendo il messaggio che, diversamente dagli Usa, è un partner responsabile e affidabile", ha proseguito. "Nella battaglia narrativa - ha detto ancora - vediamo anche tentativi di screditare l'Ue e in qualche caso europei sono accusati come se fossero loro i vettori del virus".

Tutto ciò ha, per Borrell, un impatto geopolitico. "DObbiamo essere consapevoli che c'è una componente geopolitica, a partire dalla lotta d'influenza attraverso questa 'politica della generosità'. Armati coi fatti, dobbiamo difendere l'Europa contro i suoi detrattori".