Covid-19, Cnr: interrompere vaccinazioni aumenterà la mortalità

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 18 mar. (askanews) - Le morti in eccesso dovute all'interruzione delle iniezioni della campagna di vaccinazione dopo il caos AstraZeneca superano ampiamente quelle dovute alla trombosi anche negli scenari peggiori di frequenza e gravità degli effetti collaterali del vaccino.

Lo rivela uno studio prelimiare (ancora in fase di "peer review") di un team di ricercatori del Cnr-Isac coordinato da Valerio Lembo, intitolato "Interrupting vaccination policies can greatly spread SARS-CoV-2 and enhance mortality from COVID-19 disease: the AstraZeneca case for France and Italy", in cui i ricercatori italiani hanno affrontato, nell'ambito della modellizzazione epidemiologica, l'interruzione della diffusione del vaccino AstraZeneca a causa dei noti eventi avversi sospetti.

In effetti, si sono verificati 30 casi di trombosi venosa profonda (TVP) su un totale di 5 milioni di vaccinazioni in Europa e hanno spinto alcuni governi europei, tra qui quello italiano, a sospendere temporaneamente e cautelativamente la somministrazione del vaccino AstraZeneca.

Utilizzando sia un modello epidemiologico Susceptible-Exposed-Infected-Recovered (SEIR) sia un'analisi statistica dei dati disponibili pubblicamente, sono state studiate le morti in eccesso derivanti dalla mancata somministrazione del vaccino e quelle potenzialmente legate all'occorrenza di casi di TVP nella popolazione vaccinata in Francia e in Italia. Si è trovato che, nonostante le molte semplificazioni e limitazioni nell'analisi, le morti in eccesso differiscono di almeno un ordine di grandezza nelle due strategie.

In particolare, sospendere la vaccinazione di AstraZeneca per 7 giorni senza sostituirla con altri vaccini, comporterebbe circa 800 decessi aggiuntivi in Italia e 160 in Francia. La differenza tra i due Paesi è dovuta alla diversa situazione epidemiologica attuale e, in particolare, al numero di riproduzione di base R0 più elevato attualmente misurato in Italia rispetto alla Francia.

Per quanto riguarda il sopraggiungere di eventi di TVP, anche supponendo che tutti i casi di TVP successivi alla somministrazione del vaccino AstraZeneca non si sarebbero manifestati in assenza della somministrazione, risultano circa 300 occorrenze per la Francia (270 per l'Italia), con una stima di circa una dozzina di vittime nel corso di tutta la campagna di vaccinazione (con un tasso di mortalità tipico della DVT), se si presume che l'intera popolazione sia vaccinata entro 500 giorni; ciò corrisponde a circa un decesso al mese.

I risultati, come detto, sono ancora preliminari e dovrebbero essere integrati da esercizi di modellazione e raccolta dati più dettagliati, tuttavia, suggeriscono chiaramente che i benefici dell'utilizzo del vaccino superano di gran lunga i rischi associati e che i benefici relativi sono più ampi nelle situazioni in cui il numero di riproduzione è maggiore e aumentano con la durata temporale del divieto di vaccino.