Covid-19, Fond. Gimbe: allarme per operatori sanitari... -2-

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Bologna, 23 mar. (askanews) - Tutte queste attività, inclusa la predisposizione dei piani regionali, erano previste dal "Piano nazionale di preparazione e risposta ad una pandemia influenzale" predisposto dopo l'influenza aviaria del 2003 dal ministero della Salute e aggiornato al 10 febbraio 2006. "E' inspiegabile - ha spiegato Cartabellotta - che tale piano non sia stato ripreso e aggiornato dopo la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, lo scorso 31 gennaio".

Inoltre, secondo il presidente della Fondazione Gimbe "la mancanza di policy regionali univoche sull'esecuzione dei tamponi agli operatori sanitari, conseguente anche al timore di indebolire gli organici si è trasformata in un boomerang letale". Infatti, gli operatori sanitari infetti sono stati purtroppo "i grandi e inconsapevoli protagonisti della diffusione del contagio in ospedali, residenze assistenziali e domicilio di pazienti".

Per tale ragione la Fondazione Gimbe invita tutte le Regioni, sulla scia di quanto già deliberato in Emilia-Romagna e Calabria, a mettere in priorità assoluta l'esecuzione di tamponi a tutti gli operatori sanitari, sia in ospedale, sia sul territorio, con particolare attenzione ai professionisti coinvolti nell'assistenza domiciliare e nelle residenze assistenziali assistite, oltre che in case di riposo.