Covid-19, Giappone: premier annuncia allargamento stato emergenza

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 13 gen. (askanews) - Il primo ministro giapponese Yoshihide Suga ha comunicato l'estensione dello stato d'emergenza, già in vigore a Tokyo e in tre prefetture circostanti, ad altre realtà locali tra le quali le città di Osaka, Kyoto e Fukuoka.

In una conferenza stampa il capo del governo giapponese ha espresso l'idea che "le misure messe in campo daranno i loro risultati".

In particolare, olte a Tokyo, Chiba, Kawasaki e Kanagawa, lao stato d'emergenza verrà allargato alle città di Osaka, Fukuoka e Kyoto e alle prefetture di Hyogo, Aichi, Gifu, Tochigi. In tutto si tratta di 11 realtà locali. Lo stato d'emergenza dovrebbe durare fino alla scadenza di quello tokyese, cioè il 7 febbraio.

Il Giappone, che per tutto il 2020 ha gestito in maniera efficace la pandemia riuscendo a contenere le sue ondate grazie a una strategia di tempestiva individuazione dei cluster e loro isolamento sulla base di un sistema di tracciamento retroattivo, sta affrontando una nuova ondata epidemica che ha spinto il governo a stabilire il secondo stato d'emergenza dopo quello della primavera scorsa.

Tuttavia questo non implica un lockdown duro e vincoli perentori per i cittadini. Il governo ha chiesto la chiusura dopo le 20 di ristoranti e bar, un dimezzamento della capienza dei teatri, cinema e sale da concerto (fino a un massimo di 5mila spettatori) e un trasferimento al telelavoro del 70 per cento degli organici alle aziende. Ma si tratta di richieste, appunto, non di ordini che implichino una punizione per chi non li rispetta.

A preoccupare particolarmente sono i grandi conglomerati urbani a partire da Tokyo, dove oggi si sono registrati 1.433 nuovi contagi.

La governatrice della città Yuriko Koike, spesso in dissenso, oggi ha ribadito l'appello ai cittadini di non uscire se non per motivi di necessità, anche prima delle 20: "Il coronavirus non ha l'orologio, già da tempo chiedo di non uscire se non per motivi necessari e urgenti, che siano le 20 o che sia poieno giorno".