Covid-19, governo giapponese proclama stato d’emergenza a Tokyo

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 7 gen. (askanews) - Il governo giapponese ha proclamato lo stato d'emergenza a Tokyo e nelle tre prefetture circostanti per cercare di contenere la nuova ondata di contagi da Covid-19. Lo riferisce oggi la televisione pubblica nipponica NHK. Lo stato d'emergenza avrà avvio alla mezzanotte locale (ore 16 di oggi in Italia) e durerà fino al 7 febbraio.

"Il bilancio dei contagi del Capodanno è particolarmente elevato e a Tokyo è arrivato a 2.400 casi. Percepisco un forte senso di crisi, col rischio che nell'intero Paese la situazione diventi ancor più grave", ha commentato il primo ministro Yoshihide Suga durante una riunione di emergenza. "Nella riunione del Comitato consultivo, in relazione al contagio da nuovo coronavirus, si è preso atto che c'è il timore che abbia un enorme effetto sulla vita e sull'economia del nostro popolo", ha continuato il capo del governo.

"Quindi, sulla base di questo elemento, nel prendere contromisure adeguate al fenomeno ed efficaci, si è deciso un accorciamento degli orari di esercizio dei locali della ristorazione, la diminuzione del pendolarismo per lavoro del 70 per cento con l'utilizzo del telelavoro, la richiesta di non uscire dopo le 20, la limitazione del numero di partcipanti agli eventi. Per quanto riguarda il programma turistico 'Go to Travel', si proroga la sua sospensione per tutto il periodo di vigenza dello stato d'emergenza", ha continuato Suga.

"Il governo, assieme agli enti territoriali, ha come sua massima proprità proteggere la salute e lo stile di vita del popolo e prenderà tutte le necessarie iniziative per fermare la diffusione del contagio. Desidero che ogni ministro, sulla base delle sue competenze, si impegni con tutte le sue forze, avendo un ulteriore alto senso del dovere", ha detto ancora il capo del governo nipponico.

Lo stato d'emergenza giapponese non ha misure vincolanti compe misure analoghe assunte in altri paesi, compresa l'Italia. Prevede la richiesta - non l'obbligo - ai cittadini di restare a casa e l'appello a ristoranti e bar di non servire alcolici dalle 19, oltre che la chiusura alle 20. Palestre, centri commerciali saranno soggetti a orari d'esercizio accorciati e a cinema, teatri e sale da concerto viene richiesto di diminuire la capienza del 50 per cento fino a un massimo di 5mila presenze. Inoltre c'è la domanda alle aziende di incrementare l'uso del telelavoro con l'obiettivo di ridurre il lavoro in presenza del 70 per cento.

Suga non ha chiesto, come invece accaduto nella primavera scorsa nel caso del primo stato d'emergenza ordinato da Shinzo Abe, la chiusura delle scuole. "Riguardo alle scuole, finora non ci sono sono casi di contagi che sono partiti da esse per diffondersi nel territorio e vogliamo mantenere gli standardi di educazione per i ragazzi. Quindi questa volta non chiediamo la chiusura di scuole elementari, medie, superiori, università e asili. Però per le università consigliamo la modalità online per poter svolgere efficacemente le lezioni", ha detto il primo ministro. Sono stati inoltre rimandati gli esami di ammissione all'università.

Il governo ha anche previsto misure di sostegno per le attività della ristorazione costrette a chiudere alle 20, che potranno andare per il mese di chiusura fino a 1,8 milioni di yen (14.200 euro). Suga ha anche annunciato misure di sostegno a favore dei lavoratori non dipendenti o part-time, fino a 15mila yen (118 euro) giornalieri per ogni giornata di lavoro persa.

Oltre la capitale, sono soggette alla proclamazione di stato d'emergenza anche le prefetture di Saitama, Chiba e Kanagawa. La Grande Tokyo è un conglomerato urbano che conta fino a 30 milioni di abitanti ed è l'epicentro della terza ondata.

Il Giappone ha affrontato piuttosto bene nel 2020 il Covid, riuscendo a mantenere bassi i contagi e i decessi rispetto ad altri paesi, grazie a un approccio tempestivo basato sull'individuazione dei cluster di contagio attraverso un tracciamento retroattivo dei casi a caccia dei cosiddetti super-spreader. Tuttavia, la nuova ondata sta mettendo questo metodo a dura prova e ci sono osservatori i quali ritengono che, di fronte a un incremento rapido dei contagi, la situazione possa andare fuori controllo.

In particolare, oggi a Tokyo sono stati rilevati 2.447 nuovi contagi - per il secondo giorno consecutivo un dato record - con 11 decessi. Nell'intero Giappone sono stati 7.570, con 65 decessi totali.