Covid-19, Palazzo Chigi detta la strategia per evitare un completo lockdown

Il Governo si prepara alla seconda ondata di coronavirus

Interventi urgenti ma mirati: il piano del Governo italiano per la seconda ondata di coronavirus non sarà uguale al primo. Lo ha detto Sandra Zampa, sottosegretaria alla Salute, a Il Messaggero. Dopo l’estate, il timore che la pandemia di Covid-19 possa essere nuovamente virulenta c’è. Eppure, il Paese non può permettersi una situazione di emergenza come sono state le disposizioni di inizio marzo. Con l’autunno, quindi, Palazzo Chigi pensa a una strategia nuova e più mirata.

Covid, Oms: “Preparati per l’autunno”

L’allarme su un possibile inasprimento dei contagi è stato lanciato dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità. “Dobbiamo prepararci per l’autunno, quando il Covid-19 incontrerà influenza stagionale e polmoniti. Il virus circola ancora attivamente, e non abbiamo farmaci e vaccini specifici efficaci” ha dichiarato il direttore regionale per l’Europa dell’Oms, Hans Kluge. Le dichiarazioni sono state confermate dai numeri. I mini cluster alla Bartolini e a Tnt, tanto quanto quelli rilevati nei mattatoi tedeschi, avvalorano le dichiarazioni. Oggi le autorità sanitarie sono capaci di attivarsi prima, ma l’Organizzazione avverte: sarebbe un errore abbassare la guardia. Solo in questo modo sarà possibile contenere il diffondersi del virus, e quindi non pesare sul sistema sanitario, con il rischio di tornare alla situazione di qualche settimana fa.

Il piano del Governo per la seconda ondata di coronavirus

Su una cosa a Palazzo Chigi sono certi: che la prossima pandemia di Covid-19 non genererà un lockdown. Se la misura eccezionale è stata possibile per il trend dei contagi, un Paese non potrebbe reggere un’ulteriore chiusura forzata delle attività. Per questo, il Governo sta improntando una strategia fatta di zone rosse mirate. Un secondo elemento, riguarda i tamponi negli aeroporti. La misura – ha dichiarato Zampa – servirà ad arrestare i contagi d’importazione. “Questa idea sta prendendo forza anche all’interno del governo, dopo le perplessità iniziali. Ormai è chiaro che l’obiettivo di schiacciare la curva epidemica a quota zero è irraggiungibile. E ciò che succede non solo nei Balcani (e sono stati bloccati gli arrivi), ma anche nella vicina Spagna (ieri 580 nuovi positivi), impone di preparare un piano per l’autunno. È uno dei tasselli più innovativi è proprio quello di arginare il più possibile i casi di importazione, con i tamponi agli arrivi” ha dichiarato.

Lo stato d’emergenza divide il Governo

La sottosegretaria alla Salute ha menzionato anche la questione sullo stato d’emergenza, la cui proroga sta dividendo Palazzo Chigi. Ancora non si è deciso sulle due date in ballo, il 31 ottobre o il 31 dicembre: “C’è un confronto in corso, possiamo anche valutare altre strade“. La possibile proroga, ha spiegato il premie Giuseppe Conte, sarebbe comunque dovuta non alla necessità di tenere sotto controllo l’infezione ma per poter adottare in minor tempo le misure necessarie. A differenza dello stato di calamità, quello d’emergenza rende possibile emanare una serie di norme in maniera più rapida in deroga alle norme vigenti, ovvero nell’immediato. Queste norme, che nel caso del lockdown possono anche essere limitanti per la libertà individuale, possono essere varate senza l’approvazione del Parlamento: l’idea alla base è favorire la rapidità dei tempi di applicazione.

L’Istat e l’Istituto Superiore di Sanità hanno fornito i dati di coloro che sono morti per Covid-19: dei positivi, poi deceduti, si tratta dell’89%. Alla data del 16 luglio, i decessi per coronavirus in Italia sono in totale 35mila.

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