Covid-19, parto in casa: trend in aumento a causa della pandemia -4-

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Roma, 3 giu. (askanews) - Per garantire che il parto a domicilio non determini rischi inutili ed inaccettabili per mamma e neonato, è necessario che vengano rispettati alcuni fondamentali requisiti di sicurezza. Occorre la corretta identificazione dei fattori di rischio assoluto, per i quali è ben dimostrato un aumento della mortalità, e che controindicano il parto a casa. Il parto a domicilio deve essere parte di un sistema di assistenza alla gravidanza e al parto ben integrato con le strutture ospedaliere, come avviene ad esempio nel Regno Unito e in Olanda. In questi paesi le ostetriche sono integrate nei servizi di maternità, hanno elevate skills, anche in termini di numero di parti assistiti e devono garantire un training e standard professionali certificati. Il parto a domicilio deve inserirsi in un network ben organizzato ed integrato con i centri ospedalieri che, come nel Regno Unito, prevedono che in caso di parto a domicilio l'ospedale limitrofo venga pre-allertato e che ci sia un canale preferenziale e diretto di comunicazione. Deve, infine, essere previsto un sistema di trasporto di emergenza materno (STAM) e neonatale (STEN) efficiente e il domicilio dove avviene il parto non deve essere lontano dall'ospedale.

Nell'attuale contesto organizzativo italiano del percorso nascita i requisiti di sicurezza soprariportati, derivati dall'analisi della letteratura scientifica internazionale, sono raramente presenti e rendono quindi il parto in casa una pratica potenzialmente più rischiosa del parto in ospedale.