Covid-19, premier Giappone: per ora niente stato d’emergenza

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 22 dic. (askanews) - Il primo ministro giapponese Yoshihide Suga ha ribadito oggi la sua posizione secondo la quale non c'è bisogno che il Giappone proclami un secondo stato d'emergenza nazionale da inizio pandemia, nonostante il paese tia affrontando una nuova ondata di contagi.

Suga è stato sollecitato a fare questo passo dall'Associazione dei medici giapponesi, che a sua volta ha proclamato uno "stato d'emergenza medico".

A preoccupare, in particolare, è la situazione che si sta verificando a Tokyo. Oggi sono stati registrati, nella capitale (un conglomerato urbano che, nella sua conformazione ampia, ospita qualcosa come 30 milioni di abitanti) 563 nuovi contagi da Covid-19, il dato più elevato per un martedì dall'inizio della pandemia. Per quanto il dato sembri poco rilevante, rispetto ai numeri che si vedono in questo periodo in altre parti del mondo, la capitale giapponese ha una disponibilità di posti letti apparentemente limitata.

Finora la strategia giapponese di contenimento del virus, incentrata soprattutto sulla repida messa sotto controllo dei cluster invece che su lockdown e confinamenti, ha dato buoni risultati. Ma il paese ha dovuto attivare in primavera un periodo di emergenza nazionale caratterizzato dalla richiesta (e non obbligo) alla popolazione di limitare le uscite e dalla chiusura di una serie di attività.

Suga, dal canto suo, ha detto che, secondo il comitato di esperti che supporta il governo, "non si è ancora arrivati al punto" di dover dichiarare lo stato d'emergenza. "Dobbiamo - ha aggiunto - ancora valutare i risultati delle contromisure" messe già in campo contro il coronavirus.

Il capo della commissione di esperti, Shigeru Omi, ha chiesto dal canto suo alla cittadinanza di evitare di mangiare o bere in ampi gruppi, per evitare che il virus si diffonda ulteriormente. Soprattutto ha chiarito che il contenimento delle infezioni della Grande Tokyo è la chiave per mettere sotto controllo Covid-19 in Giappone.

Il governo Suga ha visto un crollo dei suoi consensi nelle ultime settimane. A novembre aveva un tasso d'approvazione del 63 per cento, secondo un sondaggio dell'agenzia di stampa Kyodo, ora è attorno al 50 per cento.

Il primo ministro ha annnunciato che il Giappone avrà sufficienti forniture di vaccini entro la prima metà del 2021. Accordi sono stati raggiunti con la Pfizer e con AstraZeneca, che forniranno 120 milioni di vaccini ciascuna. Un altro contratto è stato siglato con Moderna, per 50 milioni di dosi.