Covid-19, un nuovo focolaio nella Capitale?

Coronavirus al San Raffaele di Roma

Desta leggera apprensione l’aumento di positivi di coronavirus all’IRCCS San Raffaele Pisana di Roma, tant’è che c’è chi si aspetta un nuovo, consistente focolaio. Stando a quanto riporta l’Asl Roma 3, dagli ultimi tamponi effettuati sono emersi altri 16 casi di contagio, fra cui due operatori sanitari.

Focolaio di coronavirus al San Raffaele di Roma?

Nella prima settimana di giugno, la Regione Lazio ha stanziato 1.800 test per monitorare quello che è stato definito un nuovo focolaio. Al 9 giugno, nella struttura ospedaliera si erano registrati 41 casi positivi, fra cui un deceduto: “Quanto sta accadendo al Pisana dimostra che non bisogna abbassare il livello di attenzione e occorre mantenere il rispetto dei protocolli” era stato il commento dell’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. Il suo intervento invitava a prestare attenzione perché, come sottolineato dal virologo Massimo Galli, la situazione potrebbe aggravarsi. Per ora al San Raffaele il focolaio è circoscritto, ma gli ultimi tamponi mostrano un andamento più consistente. Dai tamponi, infatti, sono emersi altri 16 casi positivi. Di questi, 14 sono pazienti e due operatori.

Dal San Raffaele allo Spallanzani: il bilancio

I pazienti sono in trasferimento presso l’Istituto Lazzaro Spallanzani. Stando al nuovo bollettino, attualmente sono ricoverati 32 pazienti: di questi quattro sono in terapia intensiva. Almeno una cinquantina di pazienti è in attesa degli esiti del tampone. L’Istituto ha specificato che sono stati dimessi pazienti con sintomi lievi e asintomatici, perché resteranno in isolamento domiciliare. Nel complesso, nel Lazio si registrano 20 nuovi casi, di cui 10 provengono dalla Capitale. Tra i positivi, anche alcuni bambini. Un piccolo paziente positivo alla Covid-19 e affetto da leucemia è stato operato dall’oncoematologo Franco Locatelli presso l’Ospedale Bambin Gesù di Roma.

I medici hanno definito il focolaio come impegnativo. Tuttavia, hanno rilevato il prefetto funzionamento dei tamponi di controllo. Con tempestività e strategia, i test hanno permesso di trovare il coronavirus in due operatori sanitari.