Covid: 78.313 positivi, mai così tanti dall'inizio della pandemia

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BARI, ITALY - DECEMBER 23: Nurses tend to a patient at the COVID-19 ward of the Fiera Del Levante Hospital on December 23, 2021 in Bari, Italy. COVID-19 cases are on the rise in Italy with 25,322 new infections recorded on average daily. (Photo by Donato Fasano/Getty Images) (Photo: Donato Fasano via Getty Images)
BARI, ITALY - DECEMBER 23: Nurses tend to a patient at the COVID-19 ward of the Fiera Del Levante Hospital on December 23, 2021 in Bari, Italy. COVID-19 cases are on the rise in Italy with 25,322 new infections recorded on average daily. (Photo by Donato Fasano/Getty Images) (Photo: Donato Fasano via Getty Images)

Una valanga ampiamente attesa. Cifre inedite per l’Italia nel contagio da Covid. Torna a salire il numero di tamponi superando quota un milione, dopo il fisiologico calo di Natale, e si tornano ad inanellare record sul numero dei positvi. Oggi la curva si impenna e raggiunge cifra 78.313 contagi (202 morti, tasso al 7,6%): un numero mai raggiunto prima. In molte regioni, come ad esempio Lombardia (28.795), Piemonte (7.933,) Veneto (7.403 contagi) e Campania (7.100), si è registrato un vero e proprio boom nella diffusione del virus, con cifre record dall’inizio della pandemia.

Numeri, comunque, destinati a salire ulteriormente nelle prossime settimane: per metà gennaio la previsione è quota centomila contagiati. Cifre, però, che potrebbero restituire una fotografia parziale sulla reale situazione, alla luce del fatto che in diversi territori è saltato il sistema di tracciamento per difficoltà anche legate ai tamponi. Sui test, dopo l’enorme richiesta dei giorni scorsi, c’è il rischio che possano cominciare a scarseggiare e sulla mancanza di reagenti è già allarme. Per il presidente del Veneto, Luca Zaia, “c’è un dubbio che possano finire i reagenti e anche i tamponi” mentre per i medici di Roma “bisogna aumentare gli approvvigionamenti”.

Nella sola Toscana sono circa 600 le persone al minuto che accedono al portale per la prenotazione del test. In Lombardia, dopo le criticità dei giorni scorsi, si stanno allestendo nuovi punti tampone: da giovedì prossimo, sarà attivo un nuovo centro test massivo a Gallarate, in provincia di Varese.
Un quadro allarmante e non è escluso che dal ministero della Salute possa arrivare un forte richiamo alla circolare dell′8 gennaio 2020, dove veniva specificato, che con un’alta incidenza, la positività al Covid può essere certificata anche dai test antigenici, i cosiddetti tamponi rapidi. Questo provvedimento - utile ad evitare il sovraccarico dei laboratori e a fronteggiare la carenza di reagenti - non è infatti applicato in diverse regioni.

Secondo una stima di Federfarma Servizi la richiesta di test fai da te per l’autodiagnosi è aumentata in modo esponenziale: circa 10 mila quelli venduti al giorno. A Perugia un farmacista è stato aggredito da un cliente perché le scorte erano terminate e su questo fronte gli Ordini professionali chiedono che venga intensificata l’attività di sorveglianza. Oltre ai tamponi è in netto aumento anche la richiesta di mascherine Ffp2, obbligatorie con le ultime disposizione anche sui bus: allo studio infatti ci sarebbe l’ipotesi di prezzi calmierati.
Se i numeri dei contagi crescono rischiano anche le terapie intensive entrate in zona critica e ad oggi sono 1.145 i pazienti ricoverati. La percentuale di occupazione si attesa intorno al 12% ma in alcune realtà il quadro è in peggioramento. Parametri che potrebbero presto portare alcune regioni al cambio di colore dal 3 gennaio: Lazio, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte rischiano di finire in giallo, la Liguria -ammette lo stesso governatore Toti- ha numeri da zona arancione.

La campagna di vaccinazione, infine, sembra proseguire sui target prefissati. Ieri sono state somministrate 521.329 dosi, di cui 435.629 booster. Per potenziare le somministrazioni e arginare l’avanzata di Omicron le Regioni, considerato saltato il tracciamento, chiedono di impegnare nelle somministrazioni il personale destinato al tracing. Una nuova svolta per i vaccini ci sarà tra gennaio e febbraio con l’arrivo in Italia di 1,5 milioni di dosi di Novavax, un vaccino di tipo tradizionale che potrebbe convincere anche gli scettici e abbattere lo zoccolo duro degli oltre 5 milioni senza ancora una dose.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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