Covid, allarme delle autorità sui vaccini: furti d’identità e false somministrazioni

·2 minuto per la lettura
Truffa
Truffa

Spesso, le persone che hanno già ricevuto il vaccino contro il coronavirus non sono riuscite a fare a meno di manifestare il proprio entusiasmo per l’adesione alla campagna vaccinale e hanno mostrato sui social le schede di vaccinazionerilasciate in seguito alla somministrazione del farmaco. Un simile atteggiamento può rivelarsi estremamente pericoloso e degenerare, ad esempio, nel furto di identità.

Autorità: “Non condividete schede di vaccinazione sui social”

Le autorità internazionali hanno fermamente sconsigliato ai cittadini di diffondere sui social le schede di vaccinazione poiché contengono informazioni personali come nome, cognome, data di nascita o il luogo in cui si è stati vaccinati, incappando in un possibile furto di identità. Inoltre, qualora si avessero impostazioni di privacy permissive sui vari account social personali, il rischio di furto d’identità si rivelerebbe ancora più elevato.

Non condividendo le schede online, inoltre, si contribuisce ad impedire ai truffatori che creare documenti vaccinali falsi. Sulla questione, in particolare, si è espressa l’organizzazione Better Business Bureau dichiarando: «Più immagini delle carte sono disponibili, più facile è falsificarle ed è solo una questione di tempo prima che ciò avvenga. Per dimostra la propria eccitazione in sicurezza sui social media, si consiglia di pubblicare una foto dell’adesivo che si può ricevere presso la struttura sanitaria dopo aver fatto il vaccino, che non dovrebbe contenere informazioni personali. Si può anche aggiungere una cornice a tema Covid-19 alla propria immagine del profilo su Facebook. Inoltre, è bene assicurarsi che le impostazioni sulla privacy permettano di vedere i post pubblicati soltanto ai followers o agli amici. Infine, si deve sempre essere consapevoli degli argomenti che vengono postati. Perché? A volte si pubblicano argomenti, come i film preferiti o le vecchie auto, che possono suggerire password o domande di sicurezza di uso comune. Ciò è particolarmente utile per qualcuno che cerca di rubare la tua identità».

Vaccini, truffe online e false somministrazioni

Nel corso delle ultime settimane, numerose organizzazioni come l’Interpol e l’FBI hanno riscontrato la diffusione sul web di «falsi siti web che pubblicizzano cure e vaccini inesistenti».

I truffatori che agiscono online e hanno ideato i siti garantiscono agli utenti che sceglieranno di usufruire dei loro servizi di poter consegnare dosi di vaccino pagando un importo minimo pari a 150 dollari. Le informazioni vengono diramante tramite app di messaggistica o ricorrendo all’invio di e-mail.

A questo proposito, l’FBI, il Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti d’America e il Dipartimento di giustizia hanno lanciato un appello ai cittadini affinché segnalino ogni truffa o messaggio sospetto alle autorità competenti.